Rassegna Stampa

«Il secondo posto? È dura, ma c’è lo scontro diretto»

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 04-04-2016 - Ore 07:00

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«Il secondo posto? È dura, ma c’è  lo scontro diretto»

GAZZETTA DELLO SPORT - STOPPINI - Secondo è già, lui. Ma ora s’è messo in testa di farci arrivare la Roma tutta. Quel personaggio comunque sorprendente di Luciano Spalletti al derby s’è presentato con un maglioncino blu: via la giacca, poco casuale e più casual questo nuovo look. Per un nuovo derby, perché il tecnico mai ne aveva vinto uno con uno scarto così netto. Tre gol di differenza, come una volta — contro la Lazio — fece pure quando allenava l’Udinese: dopo quella sconfitta (3-0 il 19 dicembre 2004) Claudio Lotito fu costretto ad esonerare il suo allenatore, nello specifico Mimmo Caso. A volte ricapita. Sono le occasioni, coglierle fa tutta la differenza del mondo. Per la prima volta da quando Spalletti è tornato sulla panchina giallorossa, la Roma è più vicina al secondo posto che al quarto. Non è un passaggio banale. È il simbolo di una porta che il derby ha aperto e che Spalletti ora vuole addirittura spalancare. Lui che in 12 giornate di Roma, ovvero il girone di ritorno, ha messo insieme il secondo bottino della Serie A: 29 punti, meno solo della Juventus, ma tre in più del Napoli. «È vero, questa vittoria ci apre nuovi orizzonti di classifica per il secondo posto — ha commentato Spalletti —, come è vero che abbiamo lo scontro diretto con il Napoli da giocare in casa. Ma loro sono una squadra forte, quella che ha fatto vedere il miglior calcio del campionato finora. Quattro punti di distacco sono comunque tanti. Però ai miei giocatori l’ho detto: dobbiamo farci trovare pronti e montare sopra a tutto quello che passa. Se dovessimo batterli nello scontro diretto, potremmo mettere loro un po’ di frenesia».

I rischi Frenesia che alla Roma è servita per vincere il derby: «Me l’aspettavo così questa partita, tatticamente siamo stati perfetti — ha aggiunto il tecnico —. Abbiamo fatto le scelte giuste, i giocatori l’hanno interpretata bene, c’è poco da dire se non far loro i complimenti». Però quella fase centrale del secondo tempo ha rischiato di sporcare tutto, forse persino quel maglioncino blu: «Andava superato il momento in cui gli avversari hanno avuto una reazione — ancora il tecnico —. La Roma è più forte, però avremo dovuto chiudere prima la partita invece di correre qualche rischio. Caratterialmente non siamo completati, dobbiamo ancora crescere, ci siamo un po’ specchiati. E non sappiamo farlo. Questa squadra è stata costruita per segnare, non per gestire». Perché per gestire (la Roma) basta Spalletti.

 

Fonte: GAZZETTA DELLO SPORT - STOPPINI

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