Rassegna Stampa

Il tecnico duro con la squadra: "Niente figuracce contro la Juve"

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 06-05-2014 - Ore 08:59

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Il tecnico duro con la squadra:

Una corposa tirata d’orecchie ai giocatori da parte di Rudi Garcia (che a Trigoria è stato accolto dallo striscione Rudi, ensemble pour l’histoire), poi tutti al lavoro. Contro la Juve voglio una partita vera, con più concentrazione, con maggiore orgoglio, senza vivere sull’alloro dei risultati ottenuti quest’anno e del bel calcio mostrato in tutta Italia. Questa un po’ la sintesi del day after nelle parole del tecnico. Il giorno dopo Catania è di lavoro, contrariamente a quanto stabilito prima della gara del Massimino. Una punizione? Non proprio. Il tecnico ha preferito testare la concentrazione e la reazione della squadra il giorno dopo la sconfitta, posticipando il riposo a oggi. Qualcuno non l’ha presa bene, ma è normale. Non si può mettere d’accordo tutti. Garcia ha parlato con i suoi giocatori, ha cercato di capire il perché della debacle di domenica, poi ha ribadito a tutti quando riferito da lui stesso nelle interviste del dopo partita. «Così non va bene», ha detto Rudi ai suoi ragazzi. Contro la Juve vuole una reazione, immediata. Non vuole una partita da spiaggia, vuole evitare, insomma, altre figuracce, contro l’avversaria stagionale, sia sul campo, sia (soprattutto per lui) fuori.

I RIENTRI - Se la Juve arriverà all’Olimpico con la pancia piena e in ciabatte, Garcia recupera alcuni giocatori importanti, vedi Destro, reduce da tre turni di squalifica, e Nainggolan, che ha saltato Catania per lo stesso motivo. Non avrà invece Romagnoli, che sarà fermato per un turno dal giudice sportivo. Da verificare le condizioni fisiche di Castan, uscito malconcio dal Massimino, ma il brasiliano dovrebbe esserci, così come Toloi che, nonostante il recupero, si dovrà accomodare in panchina (sul suo riscatto: la Roma ci sta pensando, il San Paolo lo rivorrebbe, siamo alle prime schermaglie). Il lavoro, ieri a Trigoria, non è stato pesante per i giocatori: chi è sceso in campo a Catania è rimasto in palestra per un defatigante, mentre il resto del gruppo si è allenato in campo sul possesso palla. L’allenamento è finito con una partitella tra pochi intimi.

Fonte: Il Messaggero - Angeloni

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