Rassegna Stampa

Impunito il razzismo juventino

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 24-04-2014 - Ore 08:39

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Impunito il razzismo juventino

Funziona così: gli ispettori federali all’Olimpico, in Roma-Napoli, iniziano a sentire i cori contro i napoletani ben prima dell’inizio della partita e delle riprese televisive. E scrivono anche i minuti in cui avvengono i cori (19,20; 19,28; 19,50; 19,55; 20,26; 20,36; 20,45 e 20,47 in occasione dell’ultimo Roma- Napoli). Così arriva la squalifica della Sud. Gli stessi ispettori federali, cioè, non gli stessi, quelli di Torino, non sentono in maniera chiaramente percettibile i cori antisemiti dei tifosi juventini in Juventus-Fiorentina, partita del 9 marzo vinta 1-0 dalla Juventus e con un gol regolare annullato alla Fiorentina. Eppure, dalle riprese televisive i cori si sentivano chiaramente, oltre al fatto che è veramente difficile non sentire un coro allo Juventus Stadium, impianto che è diventato famoso proprio perché il tifo si sente più che in ogni altro stadio italiano. Tant’è, il giudice sportivo Tosel chiede un supplemento d’indagine. Bene, ci sono voluti 44 giorni per decidere ciò che in tv si percepiva molto più chiaramente di una manata di Destro, perché si percepiva già in diretta. Ieri è arrivata la sentenza: esaminati gli atti ricevuti dalla Questura di Torino, Tosel ha deciso di sanzionare la Juventus con 25 mila euro di multa e non con la chiusura del settore. Che comunque sarebbe arrivata a campionato praticamente già vinto dalla Juve, che in passato ha trovato il modo di riempire lo stesso un settore che doveva essere chiuso, con i bambini che insultavano i portieri avversari. Gli accertamenti hanno provato che «all’inizio della gara, alcuni sostenitori della società bianconera, collocati nel settore denominato ’Curva Sud’, hanno indirizzato alla tifoseria avversaria un insultante coro di tenore antisemita». Perché non è arrivata la chiusura del settore? Perché manca il requisito di “percettibilità reale e diffusa” all’interno dello stadio previsto come condizione per sanzionare i fatti in base alla norma che regola le manifestazioni di discriminazione e, quindi, della chiusura delle parti degli stadi “incriminate”. Eppure gli stessi ispettori federali, cioè, non gli stessi, quelli di Milano, avevano sentito con “percettibilità reale e diffusa” dei cori mai pronunciati dai tifosi romanisti («Rossoneri squadra di neri» invece di «Rossoneri carabinieri»), come anche in quel caso fu appurato dopo un lungo supplemento d’indagine. Insomma, c’è chi all’Olimpico sente tutto e annota minuti e secondi da un’ora e mezzo prima della partita in poi e c’è chi allo Juventus Stadium, l’impianto famoso perché si sente tutto, non sente bene un coro razzista. Che non comporta la chiusura del settore. Tutto sommato, una buona notizia. Qualora infatti qualcuno domani all’Olimpico dovesse fare cori o ululati razzisti nei confronti di Balotelli, vorrà dire che anche in questo caso non ci sarà la chiusura dei settori per Roma- Juventus.

Fonte: il romanista (L. Pelosi)

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