Rassegna Stampa

In 23 secondi il pareggio e alla fine il tele-urlo dedicato a Ilary: «Ti amo»

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 21-04-2016 - Ore 07:07

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In 23 secondi il pareggio e alla fine il tele-urlo dedicato a Ilary: «Ti amo»

GAZZETTA DELLO SPORT - STOPPINI - Chi non c’era s’è perso una serata che fa la storia della Roma e un altro capitolo del Tottismo. Chi è andato via dall’Olimpico prima della fine perché aveva intravisto le streghe, dovrà farsi raccontare un bel po’ di cose dagli amici che sono rimasti dentro. Ventitrè secondi a volte non bastano neppure per aprire la porta di casa. Francesco Totti le chiavi della Roma ce le aveva in tasca. E in quei 23 secondi ha pure tolto l’antifurto, segnando in spaccata sotto la curva Sud, roba che neppure Nadia Comaneci dei bei tempi: è stato il gol più veloce del campionato per un subentrato. La squadra tornava a metà campo, lui s’è infilato a raccogliere l’applauso della sua gente, come faceva ai tempi del selfie, Luciano Spalletti guardava a terra e forse ripensava a quella mancata voglia di andare subito a cercare la vittoria, proprio come il pareggio nel finale contro l’Atalanta.

GRANDE GRANDE GRANDE Musica diversa, Roma non è Bergamo. E c’è un rigore di mezzo, per fare 303. Cosa si fa in 4 minuti? Una colazione si mette su? Ecco, Totti ha fatto pranzo, cena e dopocena. Rigore, gol, tripudio, i tifosi in tribuna piangono. Il capitano punta la telecamera e urla «Ilary ti amo». A bordo campo Spalletti ride, pare una risata di gusto, chissà che cosa passa dentro quella pelata. Totti non segnava una doppietta da 15 mesi, dalla rimonta con selfie alla Lazio dell’11 gennaio 2015. La squadra gli monta sopra, lui che l’ha condotta alla prima vittoria in campionato partendo da una situazione di svantaggio. Sembra ci siano 80 mila spettatori, intorno. Il calore. E il gelo all’improvviso, perché a corrida finita Spalletti va verso Totti e lo ringrazia con uno schiaffetto affettuoso sulla testa, ma il capitano della Roma fa finta di niente, passa oltre, quasi evita. Dov’eravamo rimasti? Alla partita a carte notturna di Bergamo? Totti ha un paio di jolly in mano per fare scala 40, lui che a 40 (anni) vorrebbe arrivare con la maglia giallorossa addosso. Occhio, perché ci sono serate che fanno la storia. E pure quelle che la cambiano. James Pallotta, dagli Stati Uniti, esulta così: «È stata una partita incredibile, sono orgoglioso, questa è una grande squadra con un grande spirito di gruppo. E un grande Totti, sono orgoglioso pure di lui». Grande grande grande, tre volte: per un aggettivo si rompono fidanzamenti, magari a volte possono pure allungarsi i matrimoni.

«CHE EMOZIONE» Perché questa è stata una notte speciale, la vigilia del Natale di Roma. «Sapevamo che con il suo ingresso qualcosa sarebbe potuto accadere - ha raccontato Florenzi -. Totti è un campione e lo fa: in 5, 10, 45 o 90 minuti, dà il massimo». Il massimo per Totti, oggi, è un silenzio post partita interrotto solo da un «che grande emozione è stata». Spalletti invece parla, il solito fiume in piena. Lui che è stato fischiatissimo all’annuncio delle formazioni. «È stato un finale bellissimo, “diamantato” – ha detto l’allenatore –. È entrato lui, forse pure tardi stavolta. S’è messo subito là, ha fatto il primo gol eccezionale. Se Pallotta mi chiede un consiglio sul contratto? Io sono felice se Totti fa quello che lo rende felice. Se fa il calciatore, ok. È una risorsa importantissima. Certo, se poi sono ancora io l’allenatore, io continuo a fare il mio lavoro, devo essere credibile con tutti, sono stato chiamato per questo, tento di far seguire 2-3 regole. Poi i ruoli mettono contro me e Totti. Ma sono sempre stato coerente. Quando ho bisogno di lui, io lo metto, specie se la Roma è in difficoltà». Lo era pure a Bergamo: «Ma stavolta è stato bellissimo il post partita – scherza Spalletti –, tutti ad abbracciarsi... e domani andiamo a cena insieme, tutta la squadra. Di sicuro Francesco ha una voglia enorme, non si allenava così neppure 7-8 anni fa. Prima della partita, mentre gli altri si scaldavano, lui era sul lettino. Mi ha detto “Oh, sto fasciando le caviglie eh...”». Risate. E gol. E una grande pagina di Tottismo.

 

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