Rassegna Stampa

Infront, si parla di finanziamenti ai club

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 12-10-2015 - Ore 07:06

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Infront, si parla di finanziamenti ai club

GAZZETTA DELLO SPORT - IARIA - Ogni giorno spunta una grana per Infront, advisor commerciale di Lega, Figc e di numerose società calcistiche. Dopo l’accusa di turbativa d’asta nell’assegnazione dei diritti tv della Serie A 2015-18 e i legami sospettati con il fiscalista Andrea Baroni, arrestato venerdì, ora si parla pure di finanziamenti occulti ai club, in particolare a Genoa e Bari. È stato il Sole 24 Ore a dare conto, ieri, di una delle piste seguite dalla Procura di Milano. 
GENOA Pare che gli inquirenti abbiano scoperto un prestito di 15 milioni di euro «a favore di strutture estere riferibili al presidente Enrico Preziosi – scrive il Sole – grazie a una provvista messa a disposizione da Riccardo Silva (il titolare di MP & Silva, licenziatario dei diritti esteri della Serie A, ndr ) tramite altre strutture estere riferibili a Infront e gestite da T&F». T&F è quella società di consulenza con sede a Lugano il cui socio Baroni è finito in manette e oggi verrà sottoposto all’interrogatorio di garanzia con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio di denaro frutto di evasione fiscale di clienti gestiti dalla stessa T&F. Come scritto anche dal Corriere della Sera , secondo i magistrati ci sarebbe Infront Italy (oltre a Mr Bee, che sta trattando l’acquisto del 48% del Milan) tra i clienti della T&F: a segnalare Bogarelli a Baroni sarebbe stato il barone Filippo Dollfus de Volkesberg, arrestato a maggio e ora ai domiciliari, anche lui con l’accusa di riciclaggio. Ieri Infront ha interrotto il silenzio per smentire legami con la T&F: «Non abbiamo mai intrattenuto alcun rapporto con la società Tax & Finance». 
ESTERO SU ESTERO Quindi, 15 milioni sarebbero transitati estero su estero a favore di Preziosi. Dall’entourage del patron rossoblù filtra che trattasi di regolare contratto di finanziamento sottoscritto con una società finanziaria svizzera, in tre tranche da 5 milioni ciascuna, al tasso d’interesse del 5%, appoggiato su un conto svizzero che Preziosi avrebbe regolarmente dichiarato alle autorità. Quei soldi, ricevuti a titolo personale, Preziosi li ha poi versati nelle casse sofferenti del Genoa, in qualità di azionista di riferimento. Ma chi glieli ha prestati? C’entrano davvero Silva e Infront? I dubbi restano. 
BARI Differente è il caso del Bari. Si sapeva da tempo che Gianluca Paparesta per aggiudicarsi il club all’asta, nel maggio 2014, aveva potuto contare anche sui proventi dei contratti commerciali con Infront e MP & Silva: è stata archiviata l’indagine della Procura di Bari che ipotizzava che l’acquisto fosse «il frutto di un’intestazione fittizia, strumentale all’occultamento di risorse finanziarie di provenienza delittuosa». Ora i pm milanesi si sono concentrati sulla sponsorizzazione della seconda maglia del Bari per la quale Infront ha versato 460 mila euro. «Costo assolutamente proporzionato ai prezzi di mercato e relativo pagamento avvenuto nella assoluta trasparenza, attraverso bonifico bancario da parte di Infront Italy sul conto corrente bancario della Fc Bari 1908 e regolarmente contabilizzato sui libri sociali», dichiara la società di Paparesta. 
DIRITTI TV L’altro filone delle indagini su Infront riguarda i diritti tv, e in particolare l’asta andata in scena più di un anno fa per assegnare i diritti delle dirette delle partite di campionato del prossimo triennio. L’esito ha visto Sky ottenere l’intera Serie A con l’esclusiva di 132 partite e Mediaset le gare in casa e trasferta delle principali otto squadre, per un incasso complessivo di 943 milioni a stagione per la Lega. Quei giorni del giugno 2014 furono burrascosi, con diffide e controdiffide da parte dei broadcaster duellanti e un’assegnazione finale che, grazie agli effetti della sublicenza, si risolse in un armistizio. A maggio di quest’anno, però, l’Antitrust ha aperto un’istruttoria ipotizzando un «accordo restrittivo della concorrenza posto in essere tra i principali operatori», con il contributo della Lega e dell’advisor Infront. Si stanno tenendo in queste settimane le audizioni, presto l’Authority completerà le indagini e trarrà le conclusioni: deadline al 30 aprile. Nel frattempo si è messa al lavoro la Procura di Milano che avrebbe iscritto nel registro degli indagati Bogarelli con l’ipotesi di turbativa d’asta e turbata libertà del procedimento di scelta del contraente. Si attendono sviluppi. 

Fonte: GAZZETTA DELLO SPORT - IARIA

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