Rassegna Stampa

Insulti a gay ed ebrei Tavecchio ci ricasca

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 02-11-2015 - Ore 09:17

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Insulti a gay ed ebrei Tavecchio ci ricasca

IL FATTO QUOTIDIANO - Tutti contro Tavecchio. La politica e il mondo dello sport chiedono che il presidente della Figc si faccia da parte. La goccia che potrebbe far traboccare il vaso della pazienza sarebbero dei file audio di un’intervista registrata a giugno e pubblicati ieri sul sito del Corriere della Seranei quali Carlo Tavecchio pronuncia frasi imbarazzanti su ebrei e omosessuali. Parlando della sede della Lega Nazionale Dilettanti a Roma, di cui è stato presidente, Tavecchio definisce “eb re a cc io ” l’imprenditore romano Cesare Anticoli da cui nel 2008 venne acquistato l’immobile di piazzale Flaminio. “Non ho niente contro gli ebrei, ma meglio tenerli a bada”, aggiunge ancora Tavecchio parlando con il direttore di Soccerlife Massimiliano Giacomini. Sempre nel corso dell’intervista, Tavecchio cadrebbe poi in un’altra gaffe quando parlando di un ex dirigente della Federazione, dice: “Ma è vero che è omosessuale? Io non ho nulla contro, però teneteli lontani da me. Io sono normalissimo”. Il giornalista di Soccerlife, alla domanda sul perché il file sia venuto fuori solo ora, ha spiegato di essersi accorto tardi delle parole di Tavecchio contenute in numerose ore di registrazione. Interpellato dal quotidiano di via Solferino, il numero 1 della Figc si difende: “Sono evidentemente vittima di un ricatto, non ricordo le parole usate in quella conversazione, che potrebbe essere manipolata”. Da quando è diventato il presidente della Federazione, succedendo a Giancarlo Abete, il 72enne Tavecchio non è nuovo a gaffe imbarazzanti. Celebre, durante un discorso proprio dinanzi alla Lega Dilettanti, nell’aff rontare il tema dei troppi stranieri nei campionati italiani, la frase: “Noi, invece, diciamo che Optì Pobà è venuto qua, che prima mangiava le banane, adesso gioca titolare nella Lazio”. Successivamente nel corso di un’intervista alla trasmissione Report, il presidente federale parlando delle donne nel calcio disse: “Fino - ra si riteneva che la donna fosse un soggetto handicappato rispetto al maschio sull'espressione atletica. Invece abbiamo riscontrato che sono molto simili".

FU SEMPRE Soccerlife, infine, a rendere pubbliche le frasi dell’allora presidente della Lega Dilettanti Felice Belloli che nel corso di una assemblea definì le calciatrici “quattro lesbiche”. “Sono vittima di un ricatto. Ho incontrato una persona che conosco da tempo - si è difeso Tavecchio interpellato dal Corriere della Sera - alla quale non ho concesso, come invece chiedeva, finanziamenti per la sua attività editoriale e la possibilità di utilizzare la Federazione come veicolo per ottenere contributi europei”. Sulle frasi contro gli ebrei, il numero 1 di via Allegri ha infine ricordato: “Ho ottimi rapporti con la Comunità ebraica, non solo di natura sportiva, e ho sostenuto la posizione di Israele nell’ultimo Congresso della Fifa. Ogni tentativo di screditarmi e calunniarmi attraverso metodi illeciti, che rispondono a metodologie oggi purtroppo assai diffuse, sarà perseguito nelle sedi opportune”.

MASSIMILIANO GIACOMINI risponde che “Ta vecc hio mente e sa di farlo oppure ha anche dimenticato che sono stato io a rinunciare ai finanziamenti, che avevo chiesto come fanno tutti anche le grandi testate, e al presentare alla dottoressa Gioia il progetto per il reperimento di fondi europei. L’unica verità è che non ho fatto al meglio il mio lavoro visto che le frasi antisemite e anti-gay mi erano sfuggite ma sono sempre più convinto di aver fatto bene a rinunciare ai finanziamenti”. Da ll ’Arci-gay a esponenti politici e del calcio, fino a Lapo Elkann, per tutta la giornata è stato un fuoco di fila di dichiarazioni contro Tavecchio, che per tutti a questo punto deve lasciare la presidenza. Molti chiedono al governo e al Coni di prendere provvedimenti. A difenderlo ieri è stato quasi soltanto il senatore Carlo Giovanardi.

Fonte: IL FATTO QUOTIDIANO

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