Rassegna Stampa

Insulti razzisti e rissa tra genitori al derby Pulcini Torino-Juventus

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 17-11-2015 - Ore 07:51

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Insulti razzisti e rissa tra genitori al derby Pulcini Torino-Juventus

CORRIERE DELLA SERA - BONSIGNORE - La violenza fa purtroppo rima ancora una volta con il calcio. E l’aspetto più grave è che ha per protagonisti dei genitori di giovanissimi calciatori e come sfondo il razzismo. L’ennesimo, triste, episodio è andato in scena domenica 8 novembre a Borgomanero (Novara) ma se ne è venuti a conoscenza soltanto ieri grazie alla lettera-denuncia al sito Toronews.net di una mamma, finita all’ospedale, come il marito, dopo essere stata presa a calci «in faccia e sul corpo» da altri genitori al termine di un crescendo di insulti e spintoni. Teatro dell’accaduto è stato il campo sportivo dell’Accademia Borgomanero dove si affrontavano i Pulcini di Torino e Juventus nella finale-derby della Junior Cup, torneo riservato ai bambini nati nel 2005. E la ricostruzione è della madre di un ragazzino di colore che gioca nel Toro. 
Secondo il racconto della donna, un genitore della squadra avversaria inizia a deridere il piccolo per il colore della pelle e a «fare pesanti battute sulla sua età» già prima dell’inizio della partita. 
È la miccia che accende gli animi, tra urla, strattoni e parole grosse. Il clima diventa in fretta incandescente e la vicenda prosegue anche nel dopo gara, al bar e nel parcheggio dell’impianto, coinvolgendo diverse persone, tra tirate di capelli tra madri e borsate andate più o meno a segno. La mamma del bambino preso di mira viene apostrofata con insulti razzisti: «Vaff.. negra di m...Extracomunitaria, torna nel tuo Paese». 
La situazione degenera e si scatena la rissa: il signor R.C. interviene in difesa della moglie ma cade e viene preso a calci da due uomini. Nella confusione anche la signora finisce a terra e anche a lei arrivano i calci. La domenica dei due genitori si conclude con una denuncia presentata alla Procura di Novara e con un viaggio all’ospedale di Borgomanero: lui con l’occhio sinistro tumefatto e il setto nasale rotto, lei con il collare e sulla sedia a rotelle. Nel cuore c’è l’amarezza per quanto vissuto: «Le botte passano, ma la tristezza di questa vicenda resta – commenta R.C. -. Bisogna isolare queste persone: lasciamo che i bambini giochino a calcio in santa pace» . 

Fonte: CORRIERE DELLA SERA - BONSIGNORE

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