Rassegna Stampa

Inter-Roma, che sfida Manaj contro Ponce per un posto in finale

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 31-05-2016 - Ore 07:05

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Inter-Roma, che sfida Manaj contro Ponce per un posto in finale

GAZZETTA DELLO SPORT - D'ANGELO - Diciassette scudetti vinti in due dal 2000 a oggi nei tre campionati nazionali di riferimento. Benvenuti a Inter-Roma, probabilmente i due migliori vivai d’Italia dell’ultimo decennio. Nelle ultime 15 stagioni hanno vinto cinque scudetti Primavera (tre l’Inter, due la Roma), quattro titoli Allievi (due a testa), e otto Giovanissimi (sei Inter, due Roma) dove hanno monopolizzato gli ultimi quattro anni (tre scudetti nerazzurri e uno giallorosso). Due vivai vincenti, insomma. Per risultati, certo. Ma soprattutto per lo scopo finale: consegnare alla prima squadra giocatori pronti al grande salto. E stasera a Reggio Emilia è pronta la parata di stelle: Radu, Gravillon, Zonta e Bonetto da una parte, Capradossi, Machin, D’Urso e Soleri dall’altra. Ma la sfida nella sfida è quella delle prime punte di respiro internazionale: l’albanese Rey Manaj contro l’argentino Ezequiel Ponce. Due storie diverse unite dalla stessa passione per il gol.

ORGOGLIO MANAJ Se c’è una cosa che non manca a Manaj, quella è la personalità. Il salto dalla Lega Pro alla Serie A non lo ha minimamente accusato, anzi, ha rinforzato quella consapevolezza nelle proprie qualità. Semmai il limite è sempre stato caratteriale. In estate la Juve è stata a un passo dal portarlo a Vinovo. Poi l’improvvisa frenata: qualcuno non si è fidato della sua esuberanza e allora ha firmato per l’Inter, con cui ad aprile s’è preso una dolce rivincita, battendo i bianconeri nella finale di Coppa Italia Primavera e segnando al ritorno a San Siro. Perché quando il gioco si fa duro, Rey si esalta. A Mancini è bastato vederlo in un allenamento per decidere che il ragazzo, beh, forse era meglio se tenerlo su in prima squadra, a crescere dietro a Icardi, Jovetic, Ljajic. In A ha giocato appena quattro spezzoni di partite, ma in nazionale s’è messo in mostra. Tre gol in cinque gare nell’Under 21 albanese, gol al debutto in amichevole con la nazionale maggiore di De Biasi. Manaj è così, ama bruciare le tappe e lasciare il segno. In questa fase finale sembra esser sceso con la testa giusta: doppietta ai quarti contro il Palermo, più una traversa e un rigore trasformato. Mancini avrà apprezzato, De Biasi pure. Vecchi oggi gli chiederà il bis.

MISSIONE PONCE Ma dall’altra parte c’è un ragazzo in missione. Si chiama Ezequiel Ponce e in patria è nella storia per essere stato il più giovane marcatore della storia del campionato argentino. La Roma lo ha pagato 4,2 milioni nel gennaio 2015, portandolo a Trigoria in estate, per usarlo come vice Dzeko. La stagione è stata sfortunata, eppure il segno Ponce lo ha lasciato: doppietta al Barcellona in Youth League, nel giorno in cui si è rotto il crociato. Un incidente che gli ha negato la gioia dell’esordio in A. Ma Ezequiel ora sta bene e da Spalletti vuole tornare con un tricolore cucito sul petto.

 

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