Rassegna Stampa

Inter-Roma da star: da dieci anni non era così bella

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 31-10-2015 - Ore 07:15

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Inter-Roma da star: da dieci anni non era così bella

GAZZETTA DELLO SPORT - ZUCCHELLI - Dieci anni dopo ancora Inter-Roma. Dieci anni dopo quel 26 ottobre del 2005 quando la squadra di Spalletti giocava per la prima volta a San Siro contro quella che, numeri alla mano, tolta la Juve delle ultime due stagioni, per la Roma sarebbe stata la maggiore rivale del Duemila. Scudetti, coppe Italia, Supercoppe, rigori, scambi di calciatori, amicizie nate e finite, lacrime, sorrisi e polemiche: da quel 26 ottobre Inter-Roma è stato uno dei romanzi del calcio italiano e adesso che i nerazzurri sono tornati a transitare nelle zone alte della classifica un nuovo capitolo è pronto per essere scritto. 
LUCI A SAN SIRO Su il sipario quindi, stasera, in notturna come nel 2005 quando la Roma sbancò il Meazza 3-2 con quello che è forse il gol più bello della carriera di Totti, il pallonetto a Julio Cesar che fece alzare in piedi tutto lo stadio. Da quella sera ci sono state 35 partite divise in 3 competizioni (Serie A, Coppa Italia e Supercoppa) e sono stati segnati 109 gol (rigori della Supercoppa 2008 esclusi), il che significa più di 3 ogni 90’. Nelle 20 sfide di campionato le reti sono state 64, 29 in 11 gare di Tim Cup, 16 nelle sfide di Supercoppa che hanno premiato una volta la Roma - 2007 a San Siro, decisa da De Rossi su rigore - e poi sempre l’Inter. 
PIÙ NERAZZURRO Nonostante la Roma abbia conquistato gli ultimi tre trofei proprio contro l’Inter (oltre alla Supercoppa 2007 anche la Coppa Italia di quell’anno e del 2008), questi 10 anni sono stati spesso a vantaggio della squadra di Milano. Non a caso, l’Inter di Mancini prima e Mourinho poi ha conquistato scudetti e coppe, arrivando al Triplete del 2010, mandando spesso di traverso le partite alla Roma. A Trigoria se lo ricordano, a Certaldo anche, visto che proprio qualche giorno fa Spalletti ha sottolineato come “lo scudetto del 2008, senza errori arbitrali, sarebbe dovuto andare a noi”. Furono polemiche allora, roventi, nonostante tra le due società ci siano spesso stati rapporti ottimi: erano buoni quelli tra i Sensi e i Moratti, lo sono oggi quelli tra Pallotta e Thohir. 
SCAMBI Non a caso nelle ultime due stagioni Sabatini ha mandato a Milano due giocatori a cui era molto legato, Dodò e Ljajic, mentre in passato avevano lasciato Roma Mancini e Chivu. Percorso inverso lo ha fatto David Pizarro che all’Inter, proprio con Mancini, era un comprimario mentre a Roma, grazie a Spalletti, divenne un punto fermo della squadra. Non ha preso il treno per lasciare la Lombardia Juan Jesus, nonostante a Trigoria ci avessero fatto più di un pensierino, ha preso quello direzione Sud da Firenze Mohamed Salah, nonostante proprio Mancini lo avesse cercato in estate. Telefono rovente, quello dell’allenatore dell’Inter, che a giugno ha chiamato anche Dzeko. Dopo averlo avuto al City, oggi lo ritroverà da avversario. E sarà l’ennesimo atto di una storia che da 10 anni non smette di stupire. 

Fonte: La Gazzetta Dello Sport - Zucchelli

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