Rassegna Stampa

“Io, papà di Gabriele, e la famiglia Esposito”

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 09-04-2015 - Ore 09:24

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“Io, papà di Gabriele, e la famiglia Esposito”

"Il dolore di un mamma è forse anche superiore a quello di un papà. E per tutti questi motivi certa gente non può e non dove permettersi di scrivere determinate cose. Bisogna punire i colpevoli"

"Sono d’accordo con il presidente Pallotta. Non sono d’accordo però per quanto riguarda la chiusura dell’intero settore per la prossima partita di campionato: non può pagare tutta una tifoseria per le colpe di 10 o al massimo 20 persone, questo lo trovo decisamente sbagliato.Purtroppo non è la prima volta che accade, è una regola che va rivista assolutamente, bisogna farlo per il bene di tutti i tifosi che frequentano lo stadio in maniera civile e che sicuramente non c’entrano nulla con queste cose. Tra l’altro i sostenitori della Roma sono molto attenti e vicini alla nostra famiglia e si sono dimostrati sempre sensibili e pronti a dare il loro contributo per ricordare Gabriele, sono persone per bene e meritano di poter assistere alle partite della loro squadra del cuore. Prima della morte di Ciro Esposito, ho avuto la possibilità di salutarlo per l’ultima volta. In quel periodo sono stato vicino alla madre del ragazzo e posso assicurarvi che il dolore di un mamma è forse anche superiore a quello di un papà. E per tutti questi motivi certa gente non può e non dove permettersi di scrivere determinate cose. Ci vuole rispetto."

 

In seguito Giorgio Sandri è intervenuto  ai microfoni di "Te la do io Tokyo" su Centro Suono Sport queste le sue parole:

 

“Non si può punire un'intera tifoseria per 10/20 persone che prendono iniziative, suppur sbagliate. La gente deve andare allo stadio e deve avere la possibilità di tifare la propria squadra. Sono rimasto perplesso vedendo alcuni striscioni della curva. Ricordo che alcuni tifosi della lazio non riuscirono ad entrare con lo striscione"Giustizia per Gabriele". Allora mi devono spiegare perché a volte gli striscioni entrino e altre volte no. Le tifoserie dovrebbero essere un po' più salvaguardate, invece sono carne da macello in questo gioco di potere e televisioni. Il gioco del calcio non è più il gioco del calcio. Il dolore è talmente grande: tutti possono giudicare ma nessuno si deve prendere il diritto di criticare. Meno si parla e meglio è. Perché si va sempre a toccare la sensibilità di qualcuno. E' sempre meglio non commentare. Non condivido la stampa che ha puntato il dito contro una tifoseria intera.”

 

 

 

Fonte: IL TEMPO - Giorgio Sandri / Centro Suono Sport

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