Rassegna Stampa

"Io sono soddisfatto"

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 02-09-2016 - Ore 06:51

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IL MESSAGGERO - ANGELONI - E' già successo di cadere all'esordio, nulla di particolarmente grave. I nomi sono illustri, da Prandelli (contro la Costa d'Avorio) a Donadoni (con la Croazia). Il battesimo sfortunato è toccato pure al grande Vittorio Pozzo. La sconfitta fa poco male alla fine, forse è più problematico pensare a Israele con il rischio serio di non avere De Rossi e (meno serio come rischio) Barzagli, usciti per infortuni. Di sicuro lunedì non ci sarà Bonucci, che non è ancora pronto psicologicamente. «Leo mi ha detto che le cose vanno meglio ma ha ammesso che ora rischierebbe di non essere utile e lui invece vuole essere determinante. Mi ha dato appuntamento a ottobre», il racconto del ct. 
IL MATCH «Conte ha vinto la prima, io l'ho persa: ho voluto dare un cambio di rotta», la butta sullo scherzo Giampiero Ventura, che a fine partita prova a darsi un tono da ct soddisfatto. Soddisfatto per l'impegno, ovviamente non per il risultato pesante. Ma le attenuanti ci sono e Ventura stesso le mette in evidenza. «Io sono contento perché, dopo tre giorni, non potevo pretendere di più dai ragazzi. I gol erano evitabili, ma era importante riprendere un discorso interrotto, di partecipazione e disponibilità. Sotto questo aspetto sono soddisfatto e non potevo pretendere di più: i nostri avversari stavano meglio rispetto a noi, questo si vedeva». Il bicchiere, dunque, è mezzo pieno. «E' ovvio che non posso essere soddisfatto dal risultato, ma la differenza fisica si è notata in campo e alla fine è stata determinante. Di positivo c'è che Israele non è la Francia. Dal punto di vista difensivo abbiamo commesso degli errori, in attacco invece siamo andati al cross tante volte, creando alcuni pericoli. Analizzeremo bene la partita e andremo a evidenziare gli errori più grossi. Fare una prestazione migliore non è difficile. Israele non è la Francia, ma con questa disponibilità avremo risposte positive». 
IL TEMPO CHE NON C'E' Finita questa, subito un'altra, con i tre punti in palio. Tanti bei propositi, ma il tempo non c'è. Bisogna fare subito risultati. «Gli impegni arrivano uno dopo l'altro e per essere al top bisogna dare alla squadra una certa organizzazione e questa non si ottiene in poco tempo. Insomma, per arrivare all'Italia che splendidamente ha battuto il Belgio all'Europeo, ci vuole lavoro e applicazione, non bastano tre giorni. Sono convinto di fare bene, il tempo mi darà ragione. L'Italia avrebbe bisogno di arrivare a certi appuntamenti con un numero maggiore di partite nelle gambe». Primo allarme in vista dell'anno prossimo. 
ECCO DONNARUMMA Ventura comunque non dimenticherà questa partita e di sicuro non lo farà Donnarumma, portiere esordiente più giovane della storia dell'Italia. «Sono felicissimo. Per me è un'emozione stupenda. I consigli di Buffon? Mi ha detto di fare ciò che ero in grado di fare. Spero di essere andato bene. Sta cominciando un nuovo ciclo, vogliamo vincere in Israele».

Fonte: IL MESSAGGERO-ANGELONI

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