Rassegna Stampa

Ira De Laurentiis: "Basta, faccio saltare Napoli-Fiorentina"

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 15-10-2015 - Ore 17:16

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Ira De Laurentiis:

LA REPUBBLICA - CORBO - I rapporti tra Calcio Napoli e Comune non sono mai stati così tesi. L'ennesimo rinvio della delibera per la convenzione per il canone di fitto dello San Paolo ha esasperato Aurelio De Laurentiis. La sua prima reazione è stata violentissima.

Saltato il consiglio ha minacciato di non far giocare Napoli-Fiorentina. Ha informato prima la segreteria del premier Matteo Renzi, tifoso fiorentino che il presidente del Napoli aveva deciso di invitare domenica per l'incontro delle ore 15 tra le squadre che hanno espresso finora il miglior gioco, poi la prefettura di Napoli. Ha dovuto il prefetto Gerarda Pantalone ascoltare il lungo sfogo di Aurelio De Laurentiis. La minaccia di far saltare la partita appare come una provocazione, rientra nello stile degli eccessivi ultimatum del presidente del Napoli, ma conferma la forte tensione in città tra club e consiglio comunale, dove alcuni consiglieri sono anche irritati da una serie di telefonate che considerano inopportune. Le avrebbero ricevute prima del voto. Hanno quindi fatto saltare il numero legale. C'è infatti un gruppo che non considera congrua la cifra di 650mila euro quale convezione per il fitto annuale dello stadio. Dicono di "voler vedere chiaro". Lo stesso gruppo nella notte del 7 agosto, quando fu redatto il bilancio comunale, fece innalzare con un emendamento l'aliquota dal 6,50 al 10 per cento sull'incasso, al netto di Iva e Siae. In attesa della convenzione il Napoli paga quindi una quota molto più alta dell'incasso, senza poter detrarre la spesa degli steward né gestire in proprio buvette e pubblicità. Facile leggere in questa posizione così rigida un atteggiamento ostile di alcuni consiglieri che si sono visti oscurati, se non emarginati, dall'intervento del sindaco. Luigi de Magistris ha trattato con De Laurentiis, secondo l'opposizione, aldilà dei suoi poteri. Avrebbe preso impegni trascurando il decisivo passaggio assembleare nel consiglio comunale, che detiene poteri e strumenti per deliberare il rinnovo della convenzione. Il prefetto Pantalone, che già aveva convocato Napoli e Comune per ricordare i rispettivi oneri e responsabilità sulla sicurezza del San Paolo, interverrà ancora una volta nei limiti del suo delicato ruolo, ma con consueta fermezza. Si ricorda un suo energico scatto per costringere tutti, Comune e De Laurentiis, ad abbassare i torni nel suo ufficio. Napoli-Fiorentina si giocherà, non esiste alcun motivo plausibile per il rinvio minacciato in uno dei suoi giorni d'ira dal presidente. Sconfitta a tavolino e pregiudizio per l'ordine pubblico faranno rientrare la provocazione. Ma è evidente che i ritardi nella trattativa portino sul Napoli e sul sindaco de Magistris tutti i veleni della imminente campagna elettorale. Doveva essere risolta prima questa vertenza. Il clima attuale allontana quindi anche l'accordo sulla concessione per 99 anni dello stadio, con l'immediato restyling del più degradato e insicuro stadio italiano.

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