Rassegna Stampa

Italia, derby tra i pali

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 14-11-2013 - Ore 08:40

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Italia, derby tra i pali

Morgan De Sanctis non è qui ma è come se ci fosse. Il portiere della Roma non viene a Coverciano dal marzo 2013, per sua scelta. Può tornarci, però, a maggio per preparare il mondiale in Brasile, su decisione stavolta di Cesare Prandelli. Il ct azzurro, anche per il rendimento del romanista in questo inizio di stagione, lo considera tra i possibili convocati dell’Italia che a giugno volerà a Rio. Ci sta pensando seriamente da tempo. E non è da escludere il derby nazionale, perché a lasciargli il posto non è detto che non sia proprio Federico Marchetti, titolare della Lazio di Vlado Petkovic: il biancoceleste, deludente nell’ultima gara delle qualificazioni a Napoli contro l’Armenia, si giocherà il ruolo di terzo con Salvatore Sirigu, numero uno del Psg di Laurent Blanc.

SCELTA OBBLIGATA De Sanctis ha salutato tutti il 26 marzo scorso, a Malta, nel giorno in cui ha festeggiato i 36 anni. Motivò con semplicità e sincerità la sua decisione a Prandelli: rinunciava all’azzurro innanzitutto per una delicata questione familiare, ma anche perché da professionista voleva dedicarsi al suo club. Morgan sapeva che sarebbe andato via da Napoli: già a gennaio Sabatini lo aveva chiamato alla Roma per sostituire in corsa Stekelenburg. Quindi intendeva concentrarsi sulla nuova avventura. Adesso la situazione è diversa: ritrovata la serenità, il ritorno diventa quasi scontato. Anche se proprio domenica, dopo la gara contro il Sassuolo, ha spiegato: «L’Italia è in buone mani. Ha ottimi portieri. Spero proprio che la chiamata non arrivi...». De Sanctis debuttò, a Padova contro l’Islanda, nel 2005 con Lippi che però lo mise dietro a Buffon e a Marchetti al mondiale 2010. Prandelli, dopo i tentativi con Sirigu e Viviano, l’ha promosso dodicesimo: tre partite con l’attuale ct, l’ultima il 16 ottobre 2012 a Milano contro la Danimarca. Sono 6 le presenze e 6 le reti subite.

AZIONI IN RIBASSO Marchetti, 31 anni, rischia l’azzurro per la prestazione insufficiente contro l’Armenia il 15 ottobre al San Paolo. Domani contro la Germania giocherà, a meno di sorprese, Buffon. Lunedì a Londra il capitano riposerà, lasciando la porta ai suoi due colleghi. Dovrebbero scendere in campo sia Federico che Sirigu, anche se è ancora presto per sbilanciarsi su chi inizierà e se davvero ci sarà la staffetta tra le due riserve dello juventino. Il campionato non basta più per essere promossi in azzurro: «In azzurro verrà chi mostrerà anche a livello internazionale la stessa personalità che fa vedere nei propri club» ha chiarito martedì Prandelli, elogiando Candreva, esempio del giocatore che non ha sofferto il salto. Il ct ha parlato anche di «spavalderia». Marchetti, 31 anni, ha 11 presenze in azzurro e 11 gol incassati. Il suo esordio, pure lui con Lippi, a Pisa nel 2009 contro l’Irlanda del Nord. Al mondiale sudafricano giocò tutt’e tre le gare: un esperienza di dimenticare. Due pari e una sconfitta. Per la prima volta nella sua storia l’Italia fu eliminata senza vincere nemmeno una partita. Federico, con Prandelli, ha avuto spazio solo tre volte, tutte nel 2013: nelle amichevoli contro Haiti allo Joao Havelange di Rio a giugno e contro l’Argentina all’Olimpico di Roma ad agosto, e un mese fa nella gara che ha chiuso il percorso verso il mondiale a Napoli contro l’Armenia. Il primo portiere dell’éra Prandelli è stato proprio Sirigu, che è il più giovane dei candidati, con i suoi 26 anni: iniziò a Londra, sconfitta in amichevole contro la Costa d’Avorio, nell’agosto 2010. Anche per lui, come per De Sanctis, 6 presenze e 6 reti prese. La sua ultima partita contro Haiti a giugno (lui titolare e Marchetti nella ripresa). In tutto 5 amichevoli e un incontro valido per le qualificazioni europee a Tallin contro l’Estonia nel settembre 2010.

Fonte: IL MESSAGGERO - TRANI

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