Rassegna Stampa

Italia, Dieci senza lode

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 02-06-2016 - Ore 08:08

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Italia, Dieci senza lode

IL MESSAGGERO – TRANI - La fantasia la porterà Conte. La sua, e non quella del suo gruppo, per lasciare il segno con l'Italia all'Europeo in Francia. «Ho idee precise» ha detto martedì sera in diretta tv. Tattiche o, se volete, strategiche. Ma, per non vivere da sfavoriti la competizione, ha il percorso obbligato: può solo puntare sui muscoli, come si nota dalle caratteristiche dei 23 azzurri. Corsa, in sostituzione della qualità e della genialità, per sopravvivere e, si spera, anche competere. Per la promozione continentale, non fa niente se senza lode.

CLASSE OPERAIA «Giusto dare il dieci a Thiago: per quello che ha fatto in passato e che fa». Il ct, anche per assegnare il numero che ha fatto la storia di questo sport con Pelè e Maradona, ha usato la fantasia e ha promosso l'italo brasiliano Motta che, tra l'altro, ha rischiato di essere escluso per la pizzicata al polpaccio destro. Fino a ottobre, dopo lunghe selezioni, lo affidò a Verratti. Gli è andata male. Ha perso il regista giovane e di prospettiva. In mano gli è rimasto il 10. Che è finito sulle spalle dell'oriundo che disse no a Dunga per dire sì a Prandelli da nuovo italiano. E che l'ha ricevuto perché è leader, nel senso che si fa sentire nello spogliatoio. E, a 33 anni, anche vaccinato, perché ha esperienza internazionale. Barcellona, Atletico Madrid, Inter e Psg. Ha vinto da protagonista. Ecco perché Conte gli dato questa grande responsabilità. Non è il suo numero e, come ha chiarito il manager, non l'ha chiesto.

SVOLTA AUTENTICA Thiago Motta non può fare il verso agli altri 10 del passato. L'elenco è di primo piano: Sivori, a proposito di oriundi, Rivera, Antognoni, Baggio, Zola, Del Piero, Totti e, perché no, lo stesso Cassano. Non sempre l'Italia ha dato il 10 al giocatore più rappresentativo o di maggior classe. Non è accaduto al mondiale 82 in Spagna, quando lo ebbe Dossena per fare solo lo spettatore, né a quello italiano, quando toccò a Berti. Spesso si è scelto l'ordine alfabetico. Dal 2000, all'Europeo in Belgio e Olanda ci fu una specie di lotteria tra i giocatori per decidere i numeri di maglia, si è tornati alla consegna da parte del ct. Totti è l'azzurro che lo ha avuto più volte nelle competizioni ufficiali: al mondiale 2002 in Sud Corea e Giappone e a quello del 2006 in Germania, in mezzo all'Europeo del 2004 in Portogallo. Il capitano della Roma lo ereditò da Del Pierò che indossò il 10 al mondiale in Francia del 1998 e proprio all'Europeo 2000 quando il gruppo prese in mano la situazione. In questa Nazionale lo ha indossato De Rossi all'Europeo 2008 in Austria e Svizzera, passaggio di consegne deciso dalla Federcalcio, anche perché Totti nell'estate del 2006, dopo aver alzato la coppa del mondo a Berlino, diede l'addio all'azzurro. Di Natale lo prese al mondiale del 2010 in Sudafrica, Cassano sia all'Europeo del 2012 in Ucraina e Polonia sia al mondiale del 2014 in Brasile.

PRECEDENTE DI SUCCESSO L'unica Coppa Europa dell'Italia, nel 1968, l'ha alzata Facchetti nel cielo di Roma. Il suo cognome gli regalò il 10 nell'unica nostra vittoria in questa competizione. Thiago Motta, 1 gol in Nazionale in 25 partite e solo 2 presenze (1 da titolare) con l'attuale ct, è il regista che sa anche difendere, tant'è vero che in passato è arretrato a fare il libero. Come il capitano azzurro e campione dell'Inter, società che unisce Thiago a Giacinto. E all'Italia di Conte. Che guarda solo alla sostanza.

Fonte: Il Messaggero - U.Trani

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