Rassegna Stampa

Italia, il rebus del dopo Conte

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 16-03-2016 - Ore 08:06

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Italia, il rebus del dopo Conte

MESSAGGERO - ANGELONI - Un tormentone è finito, Antonio Conte va al Chelsea dopo l’europeo e ora è ufficiale; un altro tormentone è appena cominciato: chi sarà il suo sostituto? Meglio pensare da subito a Capello, Ranieri, Donadoni o a un ritorno di Lippi come dt con uno alla Cannavaro sotto di lui. Ogni saluto è con polemica e fa parte del gioco. Ci sta che Maurizio Beretta, presidente della Lega, dica che «nessuno si è messo di traverso con il ct per la storia degli stage (ma intanto la finale di Coppa Italia resta il 21 maggio, contrariamente a quanto chiesto da Conte, ndr)» e ci sta pure che Renzo Ulivieri, numero uno degli allenatori, congeda l’avventura del selezionatore azzurro come un qualcosa di «già scritto» e che «il Chelsea ha contattato Conte senza avvertire la Figc, questo non va bene». Una cosa è certa, l’ambiente azzurro non fa più per Conte, anche perché spesso si è trovato in difficoltà con i suoi colleghi e gli stage c’entrano eccome. 
LA COMUNICAZIONEC’entra di più, tuttavia, il grande ingaggio che Conte percepirà al Chelsea e la nuova/stimolante esperienza in un altro calcio, con spese per il mercato che superano ogni sogno, si parla di 150 milioni di euro per rinforzare i Blues. Il ct, attraverso la sua pagina Facebook, ha fatto sapere di «sentire il bisogno di allenare tutti i giorni e che onorerà fino in fondo il suo impegno con l’azzurro». Chi lo conosce sa che sarà così, al netto dei limiti tecnici di questa Nazionale. Tavecchio, come ampiamente previsto, ha comunicato l’addio di Antonio durante l’ultimo Consiglio Federale: decisione riferitagli da Conte lo scorso venerdì. «Abbiamo puntato sempre su Antonio, che ha contribuito al recupero dell'immagine della Nazionale attraverso impegno e sacrificio. E io lo ringrazierò sempre. I destini della vita cambiano. Antonio è un uomo del fare, è operativo. Gli manca la quotidianità, il profumo dell'erba. Non è questione di soldi, è questione di lavoro. Questo è quello che mi ha detto. La mattina si sveglia e gli manca il campo. La querelle con la Lega? Non è ancora finita. Ci aspettavamo di più».
IL TOTO CTE adesso? C’è tempo per pensare e per tirare fuori dal cilindro il nome del post Conte. Di sicuro, la Figc (che vorrebbe decidere il nuovo ct prima dell’Europeo e che ha già annunciato di voler spendere meno), dopo la scelta ricca dell’ex allenatore della Juve, si ritrova a non poter/dover tornare indietro. Improbabile, dunque, che a sedersi sulla panchina azzurra sia un ct federale come Di Biagio (ora all’Under 21), più facile pensare a un allenatore dai grandi guadagni (per gran parte coperti dallo sponsor azzurro, la Puma), Capello è tornato prepotentemente di moda (e lui ne sarebbe felicissimo), Mancini è sempre un cavallo buono così come Allegri (ma entrambi sembrerebbero poco interessati alla panchina dell’Italia), oppure una via di mezzo, Donadoni è un nome che piace molto e oggi è meno alle prime armi rispetto al 2006 (tornerebbe in azzurro, ma prima vuole parlare con il suo presidente Saputo), oppure Ventura o un altro grande vecchio ben gradito alla compagnia Tavecchio, ora più che mai sulla breccia, cioè Ranieri. Capello e Ranieri corrono insieme: per il primo sarebbe piacevole ripresentarsi in Russia da avversario. Lui che se n’è andato (o meglio è stato mandato via) sbattendo la porta in faccia ai dirigenti russi. Per Ranieri sarebbe importante abbandonare la Premier da vincitore, sapendo che l’eventuale scudetto con il Leicester sarebbe irripetibile. La Nazionale per lui non sarebbe un’esperienza nuova. Fabio ha allenato pure l’Inghilterra, il tecnico testaccino la Grecia, esperienza cominciata male e finita peggio. Per Ranieri la tentazione azzurra è forte. Al di là dei soldi.

Fonte: MESSAGGERO - ANGELONI

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