Rassegna Stampa

Italia Nessun dorma

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 17-06-2016 - Ore 07:35

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Italia Nessun dorma

IL TEMPO - CICCOGNANI - Volare basso, la parola d'ordine di Conte alla vigilia della sfida contro la Svezia, ma soprattutto niente voli pindarici dopo il successo sul Belgio. Il ct guarda avanti, non vuole fare calcoli se sia meglio arrivare primi o secondi ed evitare Francia e Germania e neppure pensa di stravolgere la formazione che tanto bene ha fatto all'esordio. Niente turn over e testa alla vittoria per chiudere il conto con la qualificazione agli ottavi. Gli elogi della stampa europea non lo sfiorano. «Non abbiamo fatto ancora nulla di importante, piedi per terra e cerchiamo solo di meritarci un'altra vittoria per qualificarci agli ottavi che è il nostro primo obiettivo. Prima arriviamoci poi penseremo ai prossimi avversari». Sulla strada azzurra c'è ancora una volta Zatlan Ibrahimovic. «Ibra è un problema perché può spostare gli equilibri di una gara, ha grande talento, ma la Svezia non è solo lui che è la stella della squadra, ma dobbiamo tenere d'occhio anche altre situazioni per limitare i loro pregi».

Conte non teme contraccolpi sul piano fisico e sa già come gestire il turn over. «Abbiamo giocato solo una partita e non siamo certo stanchi. Non farò grandi cambiamenti ma parlerò con i giocatori, valuteremo i test svolti, ma ci siamo allenati proprio in relazione a degli impegni ravvicinati». Il nostro calcio soffre, i giovani non emergono e uno come Pellè, tanto per fare nomi, è stato costretto ad andare all'estero per sfondare. «È un momento poco felice, è vero, e questo è un dato di fatto. Quanto a Pellè, andare all'estero gli ha fatto bene, ha accresciuto le sue qualità».

Il tema rimaneIbrahimovic e il ricordo, maledetto, di quel gol che ci sbatté fuori dall'europeo portoghese. «Un gran gol e un ricordo non proprio felice per noi - aggiunge Buffon - ma da allora sono passati dodici anni e di quei gol ne ha fatti e dimostrato al mondo tutte le sue capacità. Lo temiamo, sarà un problema fermarlo». Qualche analogia con l'Italia del 2006, ma anche lo spauracchio di Brasile 2014. «L'analogia è che anche allora vincemmo la prima 2-0. Nella nostra storia le seconde partite sono sempre state un problema e siamo qui per risolverlo. Di certo con le squadre nordiche se fai la partita perfetta vinci, se la fai buona pareggi e se la fai sufficiente va a finire che la perdi. Quindi sappiamo cosa fare». Conte e l'Italia vanno di corsa, destinazione ottavi.

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