Rassegna Stampa

L’Italia non resta Immobile

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 06-09-2016 - Ore 07:21

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L’Italia non resta Immobile

IL TEMPO - PIERETTI - Il fine giustifica i mezzi. Se i mezzi sono pochi - e il fine sono i tre punti - va bene anche una vittoria sofferta. L’Italia supera Israele per tre a uno, ma il punteggio non rispecchia appieno l'andamento della partita: la Nazionale va avanti di due gol nella prima mezz’ora, si complica la vita, resta in dieci in avvio di ripresa ma alla fine conquista un prezioso successo blindato dal terzo gol del laziale Immobile. L’Italia di Ventura scrive lo spartito in brutta calligrafia, non entusiasma, ma alla fine vince; Chiellini vive una serata storta, Bonucci e Verratti giocano una partita monumentale, gli altri fanno la loro parte senza eccellere.

La sfida conferma le spigolosità temute alla vigilia, i trentamila dello stadio di Haifa incitano la loro squadra, ma il silenzio prende il sopravvento al 16’ quando l’Italia trova il vantaggio: ottimo lavoro di Verratti al limite dell’area, il regista apre sulla sinistra per Antonelli che pesca - a centro area - Pellè che anticipa tutti e infila la porta avversaria. La squadra di casa accusa il colpo, sviluppa la circolazione di palla per vie orizzontali senza trovare la profondità, preferisce il fraseggio al lancio lungo cercando l’inserimento dei trequartisti. L’Italia raramente riesce a capitalizzare i palloni recuperati dai propri interditori, avvia faticosamente il contropiede commettendo frequenti errori in fase di impostazione. Chiellini perde palla e rimedia con un fallo tattico, puntuale arriva l’ammonizione. Bonucci è superbo nelle chiusure, Bonaventura è ispirato e al 30’ guadagna un rigore: dal dischetto Candreva spiazza il portiere.

Sembra tutto troppo facile, ma il sogno di Ventura sfuma quattro minuti dopo; Chiellini perde l’ennesimo pallone, Ben Haim - dal limite - uccella Buffon con un destro vellutato che infiamma lo stadio. Gol di pregevole fattura, gli applausi dei trentamila sono meritati. Allo scadere Candreva disegna un cross perfetto per la testa di Pellè, l’intervento del portiere avversario Goresh è prodigioso. Sul corner seguente il tiro a colpo sicuro di Chiellini è respinto da Tibi.

In avvio di ripresa Bonucci con un gran lancio di quaranta metri mette Eder davanti alla porta, l’attaccante prova la soluzione più complicata cercando un pallonetto che si perde sul fondo. La replica è affidata a Nir Bitton che arma il sinistro dal limite trovando la puntuale replica di Buffon. Al 54’ Chiellini trattiene Kayal rimediando il secondo cartellino giallo: Italia in dieci. Ventura inserisce Ogbonna per Bonaventura, la squadra si arrocca nelle retrovie e fatica a uscire dalla propria metà campo.

Ora Israele spinge, Davidzada sfonda sulla sinistra ma Kayal arriva tardi all’appuntamento con l’assist del compagno. Il ct toglie anche Candreva inserendo Florenzi, ormai le direttive sono quelle di mantenere il punto rinunciando ad attaccare. Al 67’ Buffon respinge coi pugni un sinistro dal limite di Yeini, poi mette in angolo un diagonale velenosissimo di Zahavi. L’Italia difende con cinque uomini, davanti restano in due, il centrocampo praticamente non esiste. Tocca a Immobile che prende il posto di Eder, poco dopo si fa male Verratti ma i cambi sono finiti: bisogna stringere i denti.

A 10’ dal termine si può tornare a sorridere: rinvio di Buffon, spizzata di testa di Pellè e destro portentoso di Immobile. Tre a uno. Quando si fa sul serio, l’Italia c’è. Il 6 ottobre a Torino c’è la Spagna, una sfida già decisiva nella corsa al Mondiale 2018.

Fonte: IL TEMPO-PIERETTI

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