Rassegna Stampa

Italia, rimonta senza sorrisi

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 14-10-2015 - Ore 08:11

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Italia, rimonta senza sorrisi

IL MESSAGGERO - TRANI - L'Italia si tiene il primato nel gruppo H, ma non sarà testa di serie all'Europeo. Il sesto e ultimo posto spetta al Belgio che anche nell'ultima giornata delle qualificazioni segna più degli azzurri e resta dunque davanti. La nazionale di Conte chiude comunque alla grande: 7° successo in 10 gare e prestazione da applausi nonostante la rosa ridotta. Il 2 a 1 dell'Olimpico condanna la Norvegia ai playoff di novembre. Al secondo posto è promossa la Croazia che ha vinto a Malta.
FORMULA BIANCONERAIl ritorno forzato al vecchio e caro 3-5-2, il sistema di gioco dei 3 scudetti vinti con la Juve, non cambia lo spartito dell'Italia che rimane aggressiva e spregiudicata. Conte, anche con 4 novità rispetto alla gara vinta sabato a Baku, riesce a mantenere inalterato lo spirito. E pensare che, per l'emergenza dettata dagli imprevisti, nella formazione di partenza c'è un difensore in più, Barzagli, e un attaccante in meno, El Shaarawy. Cambia radicalmente il centrocampo con Florenzi, Montolivo e Soriano rispettivamente per Candreva, Verratti e Parolo. Il reparto è penalizzato dalle assenze. Mancano in 5: Parolo e Verratti si sono arresi dopo la gara in Azerbaigian, Pirlo non ha recuperato, De Rossi ha saltato anche questa gara per squalifica (si è però seduto in tribuna accanto ai 3 infortunati) e Marchisio non è stato nemmeno convocato. Eppure chi entra si fa trovare pronto. Soprattutto Florenzi che spesso arriva sul fondo, allargandosi a destra e trovando la giusta sintonia con Darmian. Soriano, da mezzala sinistra, è bravo anche quando si presenta in area di rigore. Bene Barzagli che spesso partecipa pure al gioco in fase offensiva. Non convince, invece, Montolivo che fatica a entrare in partita, scontando la lunga assenza e risultando quasi corpo estraneo.
L'intensità c'è e fa la differenza. Ma l'Italia, come spesso è accaduto in queste qualificazioni, paga l'unica distrazione della partita. Chiellini rinvia corto di testa, Soriano non fa scudo al limite e Tettey, di sinistro dal limite, infila Buffon. La Nazionale di Conte ha preso gol in 6 delle 10 partite: il difetto va eliminato. Il risultato all'intervallo è comunque bugiardo: gli azzurri non meritano lo svantaggio, la Norvegia si difende con il 4-2-3-1, osando davvero poco. Il migliore in campo è il portiere Nyland che è bravo sulle conclusioni di Soriano, Pellè e Florenzi. Davanti sembra fuori dal corso solo Eder. Sono 6 le chance azzurre, 4 del centravanti assatanato.
FINALE CON IL 4-4-2Le sostituzioni in corsa rendono l'Italia più efficace. Entrano Giovinco per Eder, Bertolacci per Montolivo, e Candreva per Barzagli. Proprio l'ultimo cambio, al minuto 27 della ripresa, risulta decisivo. In meno di 10 minuti la Nazionale ribalta il risultato. Anche perché, con l'ingresso di Candreva che si sistema a sinistra, Conte può chiudere la gara con il 4-4-2 (in fase offensiva è 4-2-4 come a Baku). Giovinco, inserendosi a sinistra, va al cross. Aleesami sbaglia davanti alla porta e Florenzi, il più bravo della serata a conferma che da centrocampista o ala rende più che da terzino, lo anticipa e pareggia. Sempre lui raddoppia, ma l'arbitro annulla: Candreva, però, non è in fuorigioco. Ancora Florenzi per la vittoria: sua la pennellata da destra per il sinistro al volo di Pellè che realizza il 2 a 1 e fa esplodere Conte: «Fenomeni». La Nazionale allunga la sua striscia positiva: è imbattuta da 50 partite di qualificazione europee e mondiali. L'ultimo ko contro la Francia il 6 settembre del 2006, da campione del mondo, al Saint Denis di Parigi. Lì il 10 giugno parte l'Europeo. E sempre lì, il 10 luglio, si giocherà la finale. 

Fonte: IL MESSAGGERO - TRANI

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