Rassegna Stampa

Italia sotto schiaffo

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 08-10-2015 - Ore 07:42

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Italia sotto schiaffo

IL MESSAGGERO - TRANI -  Anche Insigne, dopo Berardi, se ne va da Coverciano. Per sua scelta, dopo il pressing del Napoli. Conte perde 2 esterni d'attacco in 3 giorni e si deve arrendere all'evidenza che poi è la stessa di sempre: il potere dei club italiani. Comandano loro, basta pensare allo strappo sugli stage e sulle date della stagione. La Nazionale, almeno da noi, finisce sempre in secondo piano. Il ct, infuriato almeno quanto i dirigenti federali e al tempo stesso deluso, non può far altro che pescare tra gli esclusi e chiamare Bonaventura per sostituire la coppia che si è chiamata fuori per infortuni lievi. Entrambi avrebbero avuto tutto il tempo per recuperare almeno per la seconda partita di martedì a Roma contro la Norvegia. Che potrebbe assumere l'importanza dello scontro diretto per andare all'Europeo in Francia, se gli azzurri non dovessero vincere la prima contro l'Azerbaigian, in programma sabato a Baku.
SPACCATURA TOTALENapoli-Fiorentina, alla ripresa del campionato, ha ufficialmente la priorità su Italia-Norvegia. Questo emerge dopo il forfait, per certi versi annunciato (non dalla Federcalcio quanto dalla società partenopea), di Insigne, già 5 gol in 7 gare di campionato. Il comunicato stampa della Figc conferma che è stata una decisione del giocatore più che dello staff medico azzurro e dello stesso Conte: «L'attaccante del Napoli, da lunedì a riposo precauzionale per il versamento al ginocchio destro accusato dopo la partita col Milan, pur migliorato nelle sue condizioni presenta ancora una sofferenza all'articolazione interessata, farà rientro al club d'appartenenza per curarsi». Per la cronaca il giocatore domenica sera, dopo la gara di San Siro, ha solo avuto bisogno di mettere ghiaccio sul ginocchio. Tant'è vero che lunedì mattina si è regolarmente allenato, con l'entusiasmo di chi voleva convincere il ct a schierarlo titolare. Dopo il lavoro in campo, il gonfiore che ha lo ha costretto a fermarsi. Il professor Castellacci gli ha tolto il liquido sinoviale e ieri mattina Insigne ha partecipato alla fase di riscaldamento con i compagni prima di spostarsi in palestra. Prima di pranzo ha poi detto a Conte di voler lasciare il ritiro, convinto dalle chiamare arrivate da Napoli.
INPUT DI CLUB E TECNICO«Si è spaventato, essendo una recidiva, e ha preferito non rischiare e guarire bene». In questo modo il ct aveva spiegato, lunedì pomeriggio, l'addio di Berardi, tornato a casa nonostante la risonanza magnetica non avesse evidenziato lesioni muscolari. Disponibile, quindi, ma impaurito. Vedremo, magari domani pomeriggio, come motiverà l'abbandono di Insigne. Intanto vengono a galla la telefonate di De Laurentiis (martedì sera) al giocatore (per convincerlo a tornare indietro) e soprattutto a Castellacci (abbastanza vivace il tono del presidente) e di Sarri (ieri mattina) all'attaccante. «Se non stai bene, non rischiare», in sintesi la posizione della società e dell'allenatore, anche perché alla ripresa del torneo il Napoli sfiderà la capolista Fiorentina (ma in serata il presidente ha smentito: «Non c’è stata alcuna volontà del Napoli»). Insigne non ha potuto far altro che salutare Conte e i compagni. Tra i quali si è esposto Parolo: «In questi casi basta che ci sia chiarezza e trasparenza. Tutti noi ci teniamo a stare qui e se Lorenzo ha deciso di lasciare il ritiro vuol dire che ha capito di non poter recuperare e ha quindi preferito andare a curarsi nel suo club. Perdiamo l'attaccante più in forma, ma una squadra non deve mai dipendere da un singolo». Il ct, a questo punto, confermerà El Shaarawy da esterno sinistro. 
PRECEDENTI SCOMODINon è la prima volta, non sarà certo l'ultima. Conte, a leggere l'elenco dei forfait, ha fatto il pieno da quando è ct della Nazionale. Negli 8 raduni della sua gestione a Coverciano ha sempre dovuto rinunciare a diversi convocati: 24, compresi gli ultimi 2 (media di 3 a convocazione). Ecco la lista nera: Paletta e Osvaldo prima dell'Olanda, Chiellini della Norvegia, Bonaventura, Thiago Motta e Osvaldo dell'Azerbaigian (andata), Verratti, Ogbonna e Balotelli della Croazia (andata), Maggio dell'Albania, Pasqual e Marchisio della Bulgaria (andata), Criscito e Poli dello stage di giugno, Barzagli, Verratti e Zaza della Croazia (ritorno), Buffon, De Silvestri e De Rossi del Portogallo, Giovinco prima di Malta (ritorno), Bertolacci prima della Bulgaria (ritorno) e per finire Berardi e Insigne prima dell'Arzebaigian (ritorno).

Fonte: IL MESSAGGERO - TRANI

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Sanzionare i giocatori 08/10/2015 - Ore 10:15

Devono essere i sanitari della nazionale a decidere chi può o non può lasciare. I giocatori ad ogni modo hanno libera scelta se restare o meno in nazionale,indipendentemente dagli infortuni. Sarà poi la Federazione ha decidere se sanzionare o meno i giocatori. Penso che un giocatore che rifiuta o rinuncia alla nazionale senza il consenso dei sanitari federali debba subire un squalifica in campionato da due a cinque gironate. Se recidivo fino alla sospensione per un intero anno.

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