Rassegna Stampa

Jo-Jo alla ricerca del riscatto Forza, tattica e tecnica per volare in alto con l’Inter

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 29-07-2015 - Ore 07:39

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Jo-Jo alla ricerca del riscatto Forza, tattica e tecnica per volare in alto con l’Inter

CORRIERE DELLA SERA - BOCCI - Qual è il ruolo di Stevan Jovetic? Falso nove come spesso lo usava Vincenzo Montella nella sua ultima stagione fiorentina? O seconda punta nel 4-4-2? Magari attaccante esterno nel 4-3-3 o incursore dietro il centravanti nel 4-2-3-1. Jo-Jo può giocare dappertutto: perché ha forza, intelligenza tattica e qualità tecniche. Gran controllo di palla, scatto, dribbling. Una via di mezzo tra Roberto Baggio e Manuel Rui Costa hanno azzardato gli esperti quando lo hanno visto all’opera, ancora da svezzare, con la maglia viola nell’estate nel 2008. 
Roberto Mancini, nelle analisi di mercato con Fassone e Ausilio, avrebbe preferito Mohamed Salah. L’egiziano ha riempito gli occhi dei tifosi e di molti tecnici per come si è imposto nei suoi primi, dirompenti, sei mesi alla Fiorentina. Il gol alla Juve in Coppa Italia, dopo un contropiede di 60 metri, è uno spot per il calcio. Salah, spesso e volentieri, va oltre lo schema: palla a lui e via. 
Jovetic lo schema lo modella e grazie alla sue qualità di trasformista consente a una squadra di cambiare pelle in corsa. Se è sano non ha nulla da invidiare all’egiziano. Pantaleo Corvino lo aveva preso dal Partizan Belgrado per 8 milioni di euro. Cinque anni più tardi la Fiorentina lo ha rivenduto per 26 più 4 di bonus. E se il montenegrino non è ancora diventato una stella è solo perché gli infortuni lo hanno frenato. 
I guai sono cominciati nell’estate del 2010: uno scontro con l’argentino Bolatti ha sbriciolato il suo ginocchio destro e ci sono volute due operazioni e una intera stagione per rimetterlo in sesto. Da quel momento non è stato più lui, se non a sprazzi. Ma è guarito a dispetto del saluto, acido, di Manuel Pellegrini, il suo allenatore al City: «Ha avuto troppi infortuni», ha detto perfido il cileno che a gennaio lo ha escluso dalla lista Champions e relegato in panchina. Ma se Jovetic all’Inter si riprenderà quello che ha smarrito in Inghilterra, i dirigenti dei Citizens sapranno con chi prendersela. Jo-Jo, potenzialmente, è uno dei primi dieci giocatori al mondo. Ha esordito a 16 anni nel Partizan e a 18 in serie A, è freddo è lucido negli ultimi sedici metri e ama l’assist quasi quanto un gol. Tifoso del Milan (da bambino), lungamente inseguito dalla Juve, ha scelto l’Inter con cui divide un bisogno impellente: riscattare gli ultimi anni di mediocrità. 
Jovetic e i nerazzurri hanno lo stesso obiettivo: tornare grandi in fretta. E possono farcela insieme. A dispetto della magliettina vagamente ironica con su scritto fragile, che lo ha accompagnato nel viaggio dall’Indonesia sino a Milano, l’ultimo acquisto dell’Inter si sente forte dentro e fuori. Nella testa e sulle gambe. «Sto bene», ripete da due giorni, all’aeroporto quando è arrivato e ieri prima di entrare alla clinica Humanitas dove ha svolto la prima parte di visite mediche. Visite lunghe e approfondite il cui esito è stato confortante. Jovetic sta bene e non vede l’ora di riprendersi il tempo perduto. 

Fonte: CORRIERE DELLA SERA - BOCCI

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