Rassegna Stampa

Juan Carlos, i Parioli e quella casa abitata dal tifoso romanista

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 16-02-2016 - Ore 08:05

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Juan Carlos, i Parioli e quella casa abitata dal tifoso romanista

LA GAZZETTA DELLO SPORT - STOPPINI - Tre anni, ma che ti restano dentro, ti lasciano un segno, non fosse altro che per un carta d’identità sulla quale ci sarà sempre scritto Roma. Juan Carlos, oggi re emerito di Spagna, è nato il 5 gennaio 1938 a 7 km da dove il suo Real Madrid affronterà la Roma. Via Nomentana 311 allora, stadio Olimpico domani, il 5 gennaio 1938 come punto fermo, data di nascita, segno indelebile di un legame mai nascosto. La famiglia reale era in esilio da 7 anni, in Spagna era stata proclamata la repubblica e re Alfonso XIII era venuto a vivere a Roma. Quel 5 gennaio 1938 Juan Carlos nacque in una clinica Angloamericana: oggi, al suo posto, c’è una casa di cura. Fu battezzato in via Condotti, nella cappella dell’Ordine dei Cavalieri di Malta. Non tutti lo sanno, ma Francesco Cossiga, nel 1988, lo ha pure fatto cittadino onorario di Roma. 

LA CASA AI PARIOLI - Tutto per quei tre anni abbondanti, fino agli ultimi mesi del 1941, prima del trasferimento a Losanna, in Svizzera. Gli anni dei Parioli. Perché il luogo dove Juan Carlos ha imparato a mangiare, parlare, camminare, insomma vivere, è ancora più vicino all’Olimpico. «È a casa mia», ci racconta Mario Ajò. Viale Parioli 112, primo piano, palazzo dei primi anni Trenta. «L’edificio fu costruito per essere destinato ai dipendenti della Lancia che proprio lì vicino lavoravano – ancora Ajò –. La sua camera da letto è oggi la mia, la casa è rimasta praticamente la stessa da allora. Vivo lì dal 1995, anni fa vennero qui pure un paio di giornalisti spagnoli che vollero sapere di tutto. E così, con il tempo, la curiosità è venuta anche a me. Ho pure scritto una lettera al re, senza secondi fini, solo per approfondire. Ma non ho mai ricevuto risposta. Chissà, magari stavolta qualcosa accade. Per chi tiferò? Per la Roma, ovvio: ho un vitalizio, sarà dura ma Spalletti è una garanzia». Juan Carlos non sarà d’accordo. Perché ha abdicato da re, mica da tifoso del Real Madrid. 

Fonte: La Gazzetta dello Sport - Stoppini

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