Rassegna Stampa

Juve e Roma, crisi speculare: in due hanno meno punti dell'Inter

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 24-09-2015 - Ore 20:08

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Juve e Roma, crisi speculare: in due hanno meno punti dell'Inter

GAZZETTA.IT - ODDI -  "E ora a voi due", titolava la Gazzetta un anno fa, il 28 settembre, con uno juventino e un romanista in copertina: dopo 5 partite le squadre che già nel 2013-14 si erano contese lo scudetto erano in testa al campionato, appaiate e a punteggio pieno, 15 punti contro gli 8 delle milanesi. Un anno dopo, i due giocatori di quella copertina - Tevez e Destro - sono approdati su altri lidi, e le squadre che rappresentavano sembrano naufragate: sommando i punti attuali, non arrivano a quelli della capolista. Roma e Inter si sono scambiate i punti di un anno fa, 8 contro 15, la Juventus è a 5, pur avendo giocato 3 partite in casa su 5, contro Chievo, Frosinone, e la peggior Udinese degli ultimi anni (3 punti a Torino alla prima, neanche uno nelle 4 partite successive).

C'È SESTA E SESTA — Alla sesta giornata, un anno fa, era in programma lo scontro diretto, quello vinto 3-2 dai bianconeri con due rigori dubbi e un gol di Bonucci viziato dal fuorigioco di Vidal, del violino mimato da Rudi Garcia e dello "sciacquatevi la bocca" su Twitter del match winner: quest'anno alle sesta ci sono Roma-Carpi e Napoli-Juventus, gare in cui i tecnici si giocano tanto. Con presupposti diversi: Allegri è stato catapultato nel mondo Juve quando la squadra era stata già costruita da Antonio Conte, e senza mettere bocca nelle scelte di mercato ha vinto lo scudetto e raggiunto la finale di Champions League, persa contro i marziani del Barcellona. E in estate ha visto la squadra fortemente ringiovanita per evitare che i 4 titoli consecutivi togliessero stimoli al gruppo. Partiti Pirlo, Tevez e Vidal, nessuno si aspettava di dominare da settembre a maggio: 5 punti sono ai limiti dell'incubo per una squadra con lo scudetto sul petto, ma che ci sarebbero state delle difficoltà era in preventivo. E in caso di mancata vittoria al San Paolo - contro una squadra che l'ultima partita in casa l'ha vinta 5-0, contro la Lazio, non ci sarebbe alcun terremoto/esonero.

DELUSIONE ROMA — Diversa la situazione della Roma, che al contrario della Juventus più che di ringiovanire la rosa si è preoccupata di rinforzarla, con giocatori che per la maggior parte (Dzeko, Salah, Digne, Rudiger e Szczesny) sono arrivati in prestito, e andranno acquistati e pagati la prossima estate. Un instant team, che però dopo 5 giornate è già stato distanziato dall'Inter, raggranellando appena 2 punti nelle partite contro Verona, Sassuolo e Sampdoria. L'entusiasmo per lo scontro diretto vinto con la Juventus, e per il pari imposto al Barcellona è svanito con le ultime due gare, e Garcia è finito sotto accusa prima per l'eccessivo ricorso al turn-over (col Sassuolo), poi per motivazioni tattiche, con la Sampdoria, dall'assenza di schemi su calci d'angolo (a Marassi ben 18, record stagionali) all'impiego di Dzeko, preso per stare in aerea e finito molto spesso a cercar palla a trequarti o sull'ala, non si sa se per scelta sua o per disposizioni dalla panchina. Con tutto che a Marassi la Roma ha creato tanto, e avuto parecchia sfortuna.

RABBIA SOCIAL — La società continua a ribadire piena fiducia nel tecnico, sempre più tifosi, tra radio locali e social network, chiedono la sua testa, difficile capire cosa potrebbe succedere se sabato alle 18 la Roma non riuscisse a battere il Carpi all'Olimpico. A spasso ci sono tanti tecnici legati all'immaginario giallorosso, da Ancelotti a Spalletti, fino a Montella: Garcia, due secondi posti in due anni, ha un contratto fino al 2018, mandarlo via sarebbe un bagno di sangue. Ma a Trigoria erano convinti di aver allestito una squadra da scudetto, a Boston pure, e tanti suoi atteggiamenti non sono piaciuti, forse ancor meno della classifica attuale.

 

Fonte: Gazzetta.it - F.Oddi

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