Rassegna Stampa

Juve-Roma, rissa all’italiana: tweet, politici e tanto odio. Tavecchio invoca la moviola

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 07-10-2014 - Ore 09:20

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Juve-Roma, rissa all’italiana: tweet, politici e tanto odio. Tavecchio invoca la moviola

Juventus è finita di sera tardi con gli insulti ai giallorossi che stavano per decollare dall’aeroporto di Caselle ed è ricominciata di mattina presto con il tweet (in inglese, ma non troppo british) di Emma Winter, la moglie di Andrea Agnelli: «Vorrei che Totti se ne andasse a giocare nel suo campionato», ha scritto ribaltando il desiderio del Pupone di esiliare i bianconeri in un mondo tutto loro, «tanto con le buone o con le cattive vincono sempre»Il lunedì è stato nervoso quasi quanto la domenica, e mentre alcuni politici sfidavano il senso del ridicolo preannunciando interrogazioni parlamentari (Miccoli, Pd, e Rampelli, Fdi), la tensione tra i due club è rimasta molto alta, racchiusa nella forbice tra il cinguettio mattutino di Garcia («A mente fredda, questa partita fa male al calcio italiano») e le apparizioni serali in televisione di Marotta e Nedved, impegnati a difendere l’onorabilità e il buon nome della Juventus, che ha giudicato legittimi i giudizi post partita di Sabatini e Garcia ma non lo sconfinamento di Totti nel campo del sospetto, del vecchio sospetto. Discutiamo pure degli errori di Rocchi ma non fateci passare per ladri, è stato il concetto bianconero.

La sortita di Totti, che rischia il deferimento per la frase «A Torino un dubbio per loro è sempre rigore mentre per gli altri resta un dubbio », ha incendiato i rapporti tra le due società, alleate in estate nell’opposizione a Tavecchio ma oggi decisamente meno in sintonia. Il capitano romanista ha deciso di metterci la faccia in diretta televisiva, però, anche per tutelare la squadra: tanti, a fine partita, erano pronti a impugnare il telefono e twittare rabbia contro Rocchi e la Juve, così Totti ha scelto di parlare una volta sola e a nome di tutti, evitando che il veleno si disperdesse in troppi rivoli incontrollabili. E mentre il capitano parlava, lo Stadium continuava a ribollire: a fine partita, due dirigenti della Roma hanno incrociato Rocchi uscendo dallo spogliatoio e, a loro, l’arbitro avrebbe ammesso di aver commesso degli errori, riconoscendo però che si sarebbero notati «soltanto con la moviola»: questione di centimetri se non di millimetri, appunto. «Ma a me, nell’intervallo, aveva detto che i rigori c’erano al mille per mille», ha aggiunto Totti. Ieri, poi, la Roma ha chiesto ulteriori spiegazioni al telefono al presidente dell’Aia Nicchi. Mentre Tavecchio apre alla tecnologia in campo: «Ho incontrato Blatter, saremmo disposti a fare da cavia».
 
Ma gli errori di Rocchi non sono l’unico motivo di rammarico da cui la Roma s’è fatta accompagnare nel viaggio di ritorno da Torino. Sotto accusa soprattutto l’ospitalità dello Stadium e degli spettatori seduti vicino alla panchina della Roma: ci sarebbero stati insulti razzisti a Ljajic («zingaro»), una lite con De Rossi “colpevole” di aver esultato eccessivamente, sputi vari e un battibecco con Strootman, che ha reagito facendo il gesto dell’ombrello al pubblico. Ma soprattutto c’è stato uno schiaffo al preparatore dei portieri Guido Nanni, sanzionato soltanto con una multa dal giudice sportivo. Come non bastasse, in aeroporto i calciatori, sfottuti dai tifosi bianconeri («Non vincete mai»), hanno dovuto anche ascoltare gli altoparlanti urlare «Forza Juve» e «La Juve ha vinto!». A Trigoria ha fatto discutere anche la squalifica di Manolas, due turni, contro quella per una sola gara di Morata: anche se il giudice ha applicato la tariffa prevista per i falli di reazione (il greco) e il gioco violento (lo spagnolo), Sabatini e Garcia, che hanno rivisto il match insieme, sono pronti a presentare ricorso.
Non che serva a riavvicinare la Juve in fuga, ma in ogni caso alle prese lei pure con dei problemi: Vidal domenica non ha giocato per punizione, dopo essere stato coinvolto in una rissa notturna fuori da un locale giovedì notte ed essere arrivato in ritardo all’allenamento di venerdì pomeriggio. Incerte le cause (notte, botte, donne, bevute) il cileno è recidivo: gli verrà appioppata una multa record da centomila euro.

Fonte: LA REPUBBLICA (E. GAMBA, M. PINCI)

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