Rassegna Stampa

Juve-Toro, il peccato e la vergogna

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 25-02-2014 - Ore 07:55

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Juve-Toro, il peccato e la vergogna

Il risveglio del giorno dopo è stato ancora più doloroso della serata degli errori vergognosi nel derby di Torino. E’ stato come dopo una brutta sconfitta. Forse anche peggio. Perché stavolta fa ancora più rabbia, perché la Roma non ha perso, ha vinto. Perché la Roma il suo dovere l’ha fatto pienamente, perché avrebbe accorciato le distanze sulla Juve. Ma non è così perché l’arbitro Rizzoli ha sbagliato tanto, troppo, quasi tutto.

La mancata espulsione di Vidal, il rigore cristallino di Pirlo su El Kaddouri: i tifosi romanisti sono stufi, chiedono giustizia (Manà Sport ha persino lanciato via Twitter un’iniziativa di protesta con l’ashtag #MoBasta e l’appuntamento per sabato alle 11, nei pressi di via Allegri, per una «manifestazione spontanea e civile»). Molti sono disgustati da un calcio sempre meno credibile, altri ancora sono semplicemente rassegnati al ripetersi della solita brutta storia di sempre. Ma tutti, indistintamente, sono arrabbiati. Arrabbiati per quanto visto in campo. Arrabbiati ancora di più per quanto sentito subito dopo la partita. Con Buffon che nega l’evidenza dicendo che “non basta toccare un giocatore in area”. Con Conte che, non potendo negare il contatto, si divincola provando a fare il simpatico: «poteva accadere di tutto, poteva ammonire il giocatore o dare il rigore. Per fortuna l’arbitro ha deciso bene…».

Con il tecnico granata Ventura, lo stesso che contro la Roma è sempre indiavolato, che stavolta invece la prende con filosofia, con una calma olimpica: «Se avessimo pareggiato con quel rigore nessuno avrebbe avuto da ridire, per quello che abbiamo fatto in campo. Con tutto che la Juventus è la squadra più forte del campionato. Ma gli ultimi tre derby… l’anno scorso un rigore su Jonathas, all’andata un gol in fuorigioco, stavolta questo rigore negato. Poi magari non lo segnavamo, eh…». Tutto questo nella giornata di domenica. E il lunedì non comincia meglio, con le parole del designatore Braschi che assolve Rizzoli, ovvero il fischietto che rappresenterà l’Italia al Mondiale in Brasile: «In campo non si poteva vedere, lo stesso Ventura se n’è accorto soltanto dalle riprese a fine gara. Si è visto che era rigore solo da un’immagine di una telecamera».

Come se non bastasse arriva pure Bonucci che sul suo sito punzecchia: «La Roma non perde un colpo e sentendo parlare il loro mister sono carichi a mille e sperano in un nostro passo falso, visto che facciamo le coppe.Io trovo che far le coppe per una squadra vincente dev’essere uno stimolo in più e MAI in meno! Quindi la mia speranza è che sia proprio la Roma a perder colpi visto che non le fa da tempo le coppe». Ce ne è abbastanza per far montare la rabbia. Della gente comune, della politica, e anche quella dell’ex procuratore capo di Torino, Giancarlo Caselli, tifosissimo granata: «È stato un errore evidente. Il rigore su El Kaddouri l’hanno visto tutti, tranne l’arbitro e i suoi assistenti… Doveva finire in pareggio, ma non è stato visto il fallo. Un errore clamoroso. E poi c’era l’espulsione di Vidal, ma anche questa non l’hanno vista… ». Il cuore granata torna a battere nelle dichiarazioni del capitano Glik, che su Twitter commenta la foto col fermo immagine del rigore con un semplice: «Orgoglioso di indossare questa maglia». Ma soprattutto in quelle di Francesco Meggiorini, entrato solo al minuto 81 a dare sostegno agli spenti Immobile e Cerci. «La forza della Juve spesso è il cosiddetto dodicesimo uomo in campo – ha scritto su Twitter l’attaccante -…appunto, in campo, perché mica sono i tifosi della Juve!».

Fonte: IL ROMANISTA - GIANNINI

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