Rassegna Stampa

Keita sbarca e dà la carica: “Siamo un club ambizioso, ho ancora fame di vittoria”

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 06-06-2014 - Ore 09:19

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Keita sbarca e dà la carica: “Siamo un club ambizioso, ho ancora fame di vittoria”

"Sono alla Roma perché è un club con grandi ambizioni, che vuole vincere tanti trofei". È Seydou Keita, a poche ore dal suo sbarco nella capitale, a spiegare la scelta di firmare un contratto annuale (a circa un milione di euro) con il club giallorosso. «Ho vinto 14 titoli con il Barcellona, ma ho ancora voglia di successi — continua il centrocampista ai microfoni del Roma Channel — ho vinto due Champions con il Barca, cercherò quindi di portare la mia esperienza, di combattere in campo, fare assist e segnare qualche gol, per rendere felici i nostri tifosi». Cappellino nero, accolto a Fiumicino dai cronisti intorno all’ora di pranzo, il giocatore del Mali non ha dovuto svolgere le visite mediche perché, in realtà, le ha già effettuate in gran segreto la settimana scorsa. Keita si presenta, Jedvaj saluta. Con Garcia non c’è mai stato feeling, e così il difensore croato è andato in prestito per due anni al Bayer Leverkusen di Rudi Voeller, ieri presente a Trigoria per chiudere la trattativa. Tornando al centrocampo, continuano le trattative con il Fenerbahce per Ucan, con la Roma che non vorrebbe spendere più di dieci milioni. Restando sempre in Turchia, interessa il terzino sinistro iracheno, classe ‘93, del Caykur Rizespor, Ali Adnan, come lo stesso giocatore da qualche settimana sta rivelando sul suo profilo Twitter. E, a proposito di terzini, arrivano conferme positive sulle condizioni di Dodò. È la Roma stessa a svelarlo, attraverso una nota ufficiale. «Il giocatore si è sottoposto a visita di controllo e valutazioni bio-meccaniche ad Arezzo, dal professor Cerulli, che hanno confermato la stabilità del ginocchio sinistro e hanno escluso la necessità di interventi chirurgici». Niente operazione, quindi, una conferma a quanto già diagnosticato, con il brasiliano che, a questo punto, potrà tranquillamente andare in vacanza.

Fonte: LA REPUBBLICA (F. FERRAZZA)

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