Rassegna Stampa

L’analisi I diritti del capitano e il bisogno di chiarezza

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 22-02-2016 - Ore 07:24

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L’analisi I diritti del capitano e il bisogno di chiarezza

CORRIERE DELLA SERA - Totti ha diritto a molte cose, ma la prima chiarezza deve farla lui: vuole continuare a giocare? Se vuole questo, deve capire che è una chiarezza opaca in partenza. Né Garcia, né Spalletti, né la società lo accreditano di essere più un giocatore importante. Può darsi sbaglino tutti, ma questa è la realtà. Garcia lo teneva fuori, Spalletti anche. La società ha comprato un altro centravanti al suo posto. Si può dire sia una realtà non gradita a Totti, ma non che non ci sia chiarezza. Totti ha improvvisamente alzato il tiro proprio perché ha capito che una scelta la Roma l’ha già fatta. E non gli piace. La Roma semmai stava aspettando proprio questo, che Totti capisse da solo la fine del tempo. I problemi allora sono due: la sua volontà di continuare a giocare e il suo ruolo nella Roma non da giocatore. La prima sta diventando una scelta personale. Del Piero è emigrato, Nesta anche, perfino Beckham. Forse mettere uno stop è la situazione migliore, permette a tutti di continuare a vivere senza rendere traumatica la fine. Ma per un vecchio ragazzo che ha sempre seguito le stesse regole (il gruppo, il ritiro, gli orari, le partite, il divertimento, il sacrificio, la Terra che gira intorno al Sole) cambiarle è quasi inconcepibile. Non conosce altra vita. È molto peggio di un pensionamento, è l’interruzione violenta della propria storia. Il problema dunque diventa il dopo, come continuare a «essere» la Roma a tempo indeterminato. Questo è molto più complesso, passa da stipendi inferiori e una responsabilità di ruolo da definire. Basta a Totti rappresentare l’immagine della Roma? O vuole gestirla? Qui è il caso di essere chiari: Totti non può gestire la Roma né essere un dirigente troppo operativo [...]

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