Rassegna Stampa

L'anno dei veri centravanti

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 22-09-2016 - Ore 07:22

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L'anno dei veri centravanti

REPUBBLICA - CROSETTI - C'è un fertility day anche in campionato e con un giorno di anticipo, molti padri e molta prole di gol, ma soprattutto il ritorno di una figura classica, il centravanti. Dopo stagioni di falsi nueve sono di nuovo tra noi i 9 verissimi: Higuain e Icardi, ma anche Dzeko, Nestorovski, Destro e Defrel che in verità parte laterale ma poi si accentra e centra eccome. Il primo mercoledì di serie A conferma la semplicità del calcio: i più bravi sono quelli che segnano, e i più bravi devono sempre giocare. Come si diceva domenica: se hai Higuain, Higuain gioca. Punto. È stato lui a caricare di elettricità la Juventus, ogni azione una scossa e quasi sempre un gol provocato o realizzato. Fa tenerezza il labiale del giovane Rugani, che segna il primo gol in bianconero dopo il tiro dell’argentino respinto da Storari e poi va dal Pipita e gli dice grazie: semplice e perfetto. Questo infatti dicono a Higuain quelli che lo comprano e poi lo fanno giocare.

Il ritorno del gol senza tempo è un dato acquisito, così come stanno tornando i gol molto belli, non necessariamente delle punte: stavolta Verdi, Rigoni, Babacar. La gente va allo stadio per divertirsi, anche se le gradinate sono sempre più vuote: si gioca tanto e si paga troppo. I verissimi 9 (assente non giustificato Milik, stavolta) disegnano una classifica che a suo modo è pure lei un classico: Juve di nuovo prima (ne segna 4 ma combina ancora qualche insolito pasticcio in difesa), Napoli a secco e in clamorosa controtendenza (solo una traversa di Hamsik, piena come una luna) e comunque secondo da solo, anche se la baracca l’ha salvata Reina.
Tra quelli che rincorrono c’è il sorprendente Chievo, 10 punti e una memoria che scivola al tempo degli inviati di tutto il mondo che andavano a “Cèo” per raccontare il borgo primo in classifica. Poi la Roma di Totti titolare dal primo minuto (e della doppietta di Dzeko, domani nevica) e soprattutto l’Inter che si spalma sulle unghie lo smalto di Icardi, è lui il colore più brillante della squadra anche se il geometra (ma studia da architetto) è il porgoghese Joao Mario, padrone del gioco. Maurito Icardi può diventare un altro Higuain, rispetto al quale è comunque assai diverso. È già capocannoniere, 6 gol in 5 partite, una media da Cristiano Ronaldo, quello che fa più reti delle gare giocate. Sei gol e 4 di testa, sempre nel vivo della partita, un capitano vero che trascina, assiste, assicura e risolve. E tra poco ci sarà anche Gabigol, che in Brasile considerano un fenomeno e che nella medaglia d’oro di Rio ci ha messo del suo. Tra tutte le grandi o medie della serie A, esclusa la Juventus, è proprio l’Inter quella che può crescere di più e che ha i giocatori migliori. Il suo allenatore sembra meno alieno, ogni pezzo sta andando a posto. Quasi da strabuzzare gli occhi, a mandorla.

Fonte: REPUBBLICA-CROSETTI

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