Rassegna Stampa

L’arroganza (sportiva) dei commenti di Mauro

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 02-11-2013 - Ore 13:08

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L’arroganza (sportiva) dei commenti di Mauro

Le grandi domande sono cambiate. Chissà se nello spazio siamo soli oppure c’è qualcuno che non vediamo... alieni... Ma la vera domanda è: perché SkySport si tiene ancora Massimo Mauro? È il commentatore più indisponente che ci sia, arrogante, tendenzioso, furbetto e sommo paraguru. L’altra sera, a commento della decima di campionato, è stato strafottente nei confronti di Andrea Della Valle, presidente della Fiorentina, invitandolo a essere «sportivo» per una storia di rigori «generosi»: si è buttato in un vicolo cieco e poi non sapeva come uscirne, se non con boriosità. Di una squadra che prende un po’ troppi gol ha detto che i suoi giocatori sono «psicolabili». Spero conosca il peso delle parole, anche se ho qualche dubbio. 
Giorni prima, era la terza giornata di Champions League, nel commentare «tecnicamente» Real Madrid-Juventus, ha parlato a senso unico, sempre contro le Merengues. Più volte ha messo in difficoltà l’ottimo Massimo Marianella con osservazioni che dire faziose è poco. Passi la partigianeria, ma ciò che in lui è intollerabile è la banalità. 
Le grandi domande sono cambiate, ma la vera domanda è: con tutti i soldi che Sky spende per i diritti sportivi, perché rovina tutto con i commenti di Massimo Mauro? Sto parlando del personaggio, di ciò che appare in tv, non della persona che non conosco. Sky ha giornalisti molto preparati, «seconde voci» di tutto rispetto (Luca Marchegiani, Antonio Di Gennaro, Beppe Bergomi), ha avuto il coraggio e la fortuna di trovare Ilaria D’Amico e poi rovina tutto con il sorrisetto esasperante di Massimo Mauro. Capisco che Sky debba stare attenta, nella scelta dei commentatori, al suo bacino di utenza, ma forse Gianluca Vialli, Giancarlo Marocchi, Paolo Rossi sono più che sufficienti. 
A volte, non basta essere stato deputato dell’Ulivo, aver fatto il presidente del Genoa, aver giocato con Platini, Zico e Maradona per essere all’altezza del compito. 

Fonte: Corriere.it/Aldo Grasso

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