Rassegna Stampa

L’Atalanta punta sui cross del Papu La Roma investe sui gol di Momo

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 19-11-2016 - Ore 07:32

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L’Atalanta punta sui cross del Papu La Roma investe sui gol di Momo

GAZZETTA DELLO SPORT - CECCHINI - Se vi piacciono i fumetti e i cartoni animati, vi sarete chiesti almeno una volta quel classico interrogativo senza risposta: ma chi è più veloce tra Beep Beep e Speedy Gonzales? E tra Flash (DC) e Quicksilver (Marvel)? Ebbene, visto che pure il calcio in fondo è spettacolo prepariamoci ad aggiornare le classifiche degli sprinter perché domani a Bergamo andrà in scena la sfida tra Alejandro Dario Gomez, il «Papu», e Mohamed Salah.

CONFRONTI In comune i due hanno senz’altro il fatto di saper incidere parecchio sui destini di Atalanta e Roma. Se l’egiziano ha preso più la ribalta grazie ai gol (8 contro i 3 dell’argentino, con 16 tiri nello specchio a 13), il nerazzurro, nelle classifiche di specialità, mostra di saper fare più cross (51 contro 38) ed è maggiormente attivo nei dribbling (48 a 30), mentre sulle occasioni create Salah ha ancora la meglio (39 a 15). Vi abbiamo tenuto per ultimo la questione della velocità: chi corre di più? Ebbene, finora come velocità di punta vince l’egiziano: 34,41 km/h contro 31,66.

BESTIA NERA Il «Papu» però ha una freccia al proprio arco: la Roma è la squadra contro cui ha segnato più gol, quattro. Tre li aveva fatti con la maglia del Catania e uno con quella dell’Atalanta, ma proprio gli anni siciliani lo avvicinarono in passato al giallorosso. È storia nota, infatti, come nell’estate del 2012 la Roma fosse stata vicina all’ingaggio di Montella – che aveva guidato il Catania – e l’Aeroplanino aveva chiesto alla dirigenza l’ingaggio di Gomez, a costo di sacrificare un potenziale fenomeno come Lamela. Poi tutto saltò e l’argentino si trasferì l’anno successivo in Ucraina, al Metalist Kharkiv prima che la nostalgia italiana non lo riportasse a Bergamo.

AZZURRO PALLIDO Il problema è che, a dispetto del matrimonio con Linda – che da maggio gli ha dato la cittadinanza italiana –, proprio il soggiorno in Ucraina (che ha interrotto il suo periodo nel Bel Paese) e il fatto di aver vestito la maglia della Nazionale Under 20 dell’Argentina, al momento gli ha tolto la possibilità di entrare fra i convocati di Ventura, e questo ha immalinconito parecchio il «Papu», che peraltro era stato corteggiato in passato anche da Conte. Ma la storia non è chiusa, così come quella che lo potrebbe portare a vestire il giallorosso a gennaio per compensare la partenza per la Coppa d’Africa proprio dello stesso Salah, che in questa finestra di nazionale è andato puntualmente in rete (su rigore contro il Ghana). Trasferimento però difficile, perché il club nerazzurro – forte di un contratto fino al 2020 – non chiederebbe meno di 15 milioni. In ogni caso, le radici dell’argentino a Bergamo sono sempre più forti, tant’è che da poco tempo ha aperto un centro di medicina sportiva.

L’ESODO DEL TIFO A suo modo, anche Salah – che ha esordito in Italia proprio contro l’Atalanta – sembra essere sempre più legato a Roma, anche perché ha trovato un allenatore come Spalletti che, pur migliorandolo, spesso lo ha eletto a prototipo dell’impegno che chiede a un proprio calciatore. Insomma, con queste premesse, non sorprende che la partenza dell’egiziano per la Coppa d’Africa – dove sarà la stella della propria Nazionale – potrebbe essere una bella tegola nell’operazione rimonta alla Juve che a Trigoria hanno già messo in cantiere da tempo.L’obiettivo della Roma è chiaro: vincere a Bergamo, perché – in ottica rincorsa – il rischio che i bianconeri possano battere il Pescara e allungare il passo è forte. Anche per questo, la squadra di Spalletti avrà la spinta in trasferta dei giorni più belli. Sono attesi a Bergamo, infatti, circa duemila tifosi romanisti, ovviamente con tutti i rischi del caso dal punto di vista dell’ordine pubblico, visto che le ruggini coi supporter nerazzurri sono storiche. Incrociamo le dita, perché di tutto ha bisogno il calcio italiano tranne che rafforzare la brutta immagine che a volte abbiamo all’estero. Altrimenti c’è il rischio che gli investitori stranieri fuggano più veloci di Gomez e Salah. E non ci sarà nessun lieto fine da cartone animato.

Fonte: La Gazzetta dello Sport

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