Rassegna Stampa

L’attacco ha poche opzioni. E il capitano torna a Natale

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 05-11-2013 - Ore 08:12

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L’attacco ha poche opzioni. E il capitano torna a Natale

Diciamolo subito: visto il ruolino di marcia, trovare difetti a questa Roma non è impresa agevole. Per questo, al massimo, certe prove meno convincenti possono essere giudicate niente più che scricchiolii in una struttura apparentemente solidissima.

1) Totti e l’attacco Il primo elemento di preoccupazione riguarda l’attacco. Se Gervinho è ancora in forte dubbio per domenica, l’assenza più pesante riguarda capitan Totti, che tra l’altro ha caratteristiche tali da non essere sostituibile da nessuno. Ieri il numero dieci giallorosso era a Villa Stuart, dove si è sottoposto ad una seconda seduta di «fattori di crescita» (la terza avverrà o alla fine di questa settimana oppure la prossima). Il suo infortunio al flessore della coscia destra migliora così come le sue ginocchia operate – ieri controllate anche dal professor Mariani – reggono all’urto degli anni. Però è parso chiaro a tutti come con Totti sia meglio non correre rischi. E così il rientro, al momento, non è ipotizzabile prima del match col Milan del 16 dicembre (sarebbe il sogno del capitano), ma più probabilmente l’appuntamento sarà rimandato al 22, quando sarà di scena all’Olimpico il Catania. Se però ci fossero rischi, nessuna meraviglia che si lavori per il 6 gennaio, quando la Roma andrà a Torino contro la Juve.

2) Inesperienza Proprio a confronto dei bianconeri un altro fattore negativo potrebbe essere rappresentato nella inesperienza nella lotta al vertice. Elemento che potrebbe risultare decisivo quando arriverà il momento dei verdetti.

3) Complotti & proteste Collegato a tutto questo, infatti, c’è il rischio che la squadra s’innervosisca. Il mancato rigore su Pjanic e il fallo di Meggiorini su Benatia che ha portato al pareggio, ha già scatenato l’ambiente giallorosso: «Diamo fastidio», è il mantra. Lo stesso Benatia ieri ha twitatto: «Meglio che non parli». Lo stesso ha fatto la dirigenza, anche se domenica si è fatta sentire con gli ispettori federali in merito all’arbitraggio, ma tra gli addetti ai lavori non si trova quasi nessuno che pensi come Roma in questo avvio di stagione sia stata svantaggiata. Per questo, forse, meglio non cedere alla sindrome del complotto.

 

Fonte: Gasport

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