Rassegna Stampa

L’attacco sorprende Rudi “Non ce l’avevo con la Juve”. E il club: “Provinciale? Lui no, qualcun altro sì…”

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 28-04-2014 - Ore 08:03

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L’attacco sorprende Rudi “Non ce l’avevo con la Juve”. E il club: “Provinciale? Lui no, qualcun altro sì…”

E Rudi Garcia come ci è rimasto? Sorpreso, quasi stupito. Nel suo intimo non ha compreso perché Conte se la sia presa così tanto. Il senso del suo ragionamento, affidato a chi gli gravita intorno, è più o meno questo: «Il mio non era un riferimento alla Juventus o al suo allenatore, semmai alle squadre avversarie, una denuncia verso un tipo di cultura sportiva diffuso in Italia». Molto diversa, secondo Rudi, da quella a cui era abituato in Francia. Dove, ad esempio, ieri il Sochaux terz’ultimo e quasi retrocesso ha fermato in casa il Psg ad un passo dal titolo.
Il richiamo Garcia, però, prima di Roma-Milan era stato chiaro: «Il Sassuolo deve salvarsi, mi auguro giochi al 100% e che Di Francesco schieri i migliori giocatori. Non voglio più vedere allenatori che nel dopo-partita si giustificano con frasi tipo “Abbiamo perso solo 1-0”». Il riferimento è a Ballardini ed alle sue frasi nel post Juve-Bologna. Ma Garcia sulla questione ci era già andato su anche in precedenza, «spero che gli avversari della Juventus si impegnino fino alla fine, quest’anno non sempre è andata così».
Provinciale a chi? Ieri, però, il francese non ha voluto replicare, chissà se lo farà questa mattina a Chieti, dove (con Immobile e Cairo) riceverà il premio Giuseppe Prisco alla «lealtà, correttezza e simpatia sportiva». Prima di lui, del resto, il pensiero giallorosso lo avevano espresso De Sanctis («La Juve in Italia è imbattibile perché il sistema è indirizzato in modo tale che lo sia. Gli avversari giocano timorosi, in Europa non è così e si vede») e Totti («Sono i più forti, ma qualche aiutino ce l’hanno sempre: è evidente, c’è poco da fare»). In difesa di Rudi, però, ha preso posizione la Roma, che ha sottolineato come «ad essere provinciale non sia Garcia, ma l’atteggiamento di alcuni protagonisti del calcio italiano che accettano (e giustificano) passivamente una sconfitta ancor prima del fischio d’inizio».
Mini-dossier Ma a chi si riferiva davvero il francese? Di certo al Sassuolo, che stasera — come all’andata — mancherà per squalifica del suo uomo migliore, Domenico Berardi (di proprietà bianconera). Ma il mirino giallorosso era puntato anche sullo stesso Bologna e sul Livorno, con riferimento le dichiarazioni pre-Juventus del presidente Spinelli: «Andremo a Torino con il pallottoliere. Di Carlo farà riposare molti diffidati, per noi la partita che conta è la prossima, quella con il Chievo». Nell’occhio di Trigoria, però, sono finite anche altre gare, come i due derby vinti dalla Juve con il Torino, dove nonostante i torti subiti, il tecnico granata Ventura è apparso troppo “morbido”. E poi la sfida con il Chievo (gol annullato a Paloschi, «Pazienza, è stato un errore in buona fede» le parole di Campedelli verso il guardalinee Preti) e quella con il Genoa, con Gasperini (ex bianconero) che prepara così la gara: «Nessuno osi pensare che si possa travolgere la Juve, guai a noi, ma proveremo a metterli in difficoltà». Tutte frasi che a Trigoria hanno suonato in modo strano, a cominciare dalle orecchie di Garcia: «Possibile che ci si arrenda già prima di giocare?», ha pensato Rudi. Stasera avrà una risposta, in un senso o nell’altro.

Fonte: Gazzetta dello Sport – A.Pugliese

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