Rassegna Stampa

L’avvocato Contucci: "Bambino senza stadio, ignorato il Viminale"

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 29-04-2014 - Ore 08:05

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L’avvocato Contucci:

Non si spegne l’eco del caso del bambino – 11 anni – a cui venerdì scorso è stato vietato l’Olimpico perché il papà non aveva appresso i documenti del piccolo. Intervenuto alla trasmissione di Rete Sport, “La Domenica del Romanista”, il vicepresidente di MyRoma Lorenzo Contucci dice di «non essere stupito».

E perché? «Purtroppo – commenta Contucci – è la solita italica improvvisazione. Per ogni partita all’Olimpico – da quanto abbiamo appreso sul “Romanista” – non possono entrare circa 150 tifosi, tra bambini e genitori, perché il minore non ha un documento d’identità. Io ricordo che un minore di 14 anni non è neppure imputabile. E quindi se commette un reato a risponderne sono semmai i genitori. E comunque c’è stata una riunione all’Osservatorio in cui è stato detto chiaramente che le generalità di un minore di 14 anni possono essere autodichiarate dal genitore. Basta prendere il verbale di quella riunione di un mesetto fa vedere chi era presente. È evidente che c’è un problema di comunicazione tra Roma e Lottomatica. Io spesso sono stato critico nei confronti di Lottomatica perché non ritengo che sia un servizio adeguato per il mondo del 2014. Questo però è un caso veramente clamoroso. Capisco anche l’impiegato che sta lì e dice “mi danno queste disposizioni e non posso fare diversamente”. Ma ci vuole poco, basta mandare un comunicato ufficiale e farlo diramare a tutti i rivenditori che devono avere l’accortezza di leggere. E il problema è risolto. Quello in questione, poi, è un punto vendita centrale, è impossibile che lì non sappiano quali siano le nuove disposizioni… Eppure, incredibilmente, ancora succede».

Però, avvocato, non è affatto detto che la Roma abbia comunicato male con Lottomatica. Anzi. Il problema è che in questo Ticket Office si sono rifiutati di informarsi, di chiamare la Roma. Io sono certo che la Roma abbia dato una comunicazione. Però evidentemente siamo di fronte a delle persone che non recepiscono. Forse perché Lottomatica non è che vende solo per la Roma. Lottomatica è un circuito di distribuzione di biglietti e di pagamenti molto ampio. Dico semplicemente che, nel momento in cui si verifica una situazione di questo tipo, la Roma dovrebbe chiamare Lottomatica dicendo “forse non hai letto la nostra comunicazione. Noi grazie a questo perdiamo 150 persone a partita. Adesso mi rimborsi”. Questo è quello che dovrebbe essere nel momento in cui c’è un accordo tra le parti: io ho un contratto con Lottomatica, lo devo far rispettare. La Roma a questo punto si deve far sentire. Fermo restando che sono certo che abbia comunicato a Lottomatica le nuove modalità di vendita dei biglietti.

Appena la comunicazione sarà stata recepita – va dunque ribadito – i minori di 14 anni potranno entrare senza documento. È una autodichiarazione. Viviamo nel mondo delle autodichiarazioni. Se io autodichiaro che quella persona è mio figlio, mio nipote o un amico di mio figlio, a quel punto sono io che garantisco sulla sua identità. E poi,tutto questo problema della sicurezza può avere un senso se il soggetto è imputabile, cioè se è punibile per un suo comportamento. Un bambino di 6 anni ad esempio, o di 4, per quale motivo ho bisogno di un documento di identità per farlo entrare allo stadio? Siamo veramente al paradosso.

Fonte: IL ROMANISTA

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