Rassegna Stampa

L’endorsement diventa un caso M5S in difesa: «No pregiudizi»

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 08-06-2016 - Ore 08:49

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L’endorsement diventa un caso M5S in difesa: «No pregiudizi»

GAZZETTA DELLO SPORT - CATAPANO - Giachetti o Raggi? No, per un giorno la domanda che a Roma rimbalza dappertutto è un’altra: Olimpiadi sì o Olimpiadi no? Potere di Francesco Totti e del suo endorsement olimpico, che presto diventa un caso politico, monopolizzando il confronto tra la candidata grillina (contraria) e lo sfidante democratico (favorevole): «Avere una visione lungimirante per il futuro di Roma significa perseguire obiettivi importanti, tra questi c’è la candidatura alle Olimpiadi – dichiara il capitano romanista all’ora di pranzo —. Roma deve tornare ad essere una capitale mondiale e solo lavorando tutti insieme con passione e determinazione per portare qui i Giochi del 2024 si può garantire una prospettiva di sviluppo concreto alla città e alle future generazioni. L’ho detto e lo ripeto, da romano e romanista io sarò sempre orgogliosamente a favore delle Olimpiadi a Roma». La discesa in campo del numero dieci, studiata con Coni e Comitato promotore (ieri impegnato in una lunga e serrata videoconferenza con la Commissione di valutazione del Cio), fa discutere, pure nel giorno del rinnovo contrattuale. È un favore a Giachetti, che immediatamente lo rilancia: «Totti dice “io voto per il candidato che è favorevole alle olimpiadi” perché si rende conto di quanto sia importante un appuntamento del genere. Non è un endorsement per me, ma per Roma», dichiara il candidato dem. La polemica monta, in serata Totti precisa che «sono semplicemente accanto a Roma 2024. La politica non c’entra e non mi piace esserne strumentalizzato».

STANATI Comunque sia andata, l’uscita di Totti ha il merito di stanare sull’argomento i grillini. Proprio così. Di fronte alla presa di posizione del campione, tanto amato a Roma da poter spostare più di qualche voto, non può restare indifferente né intransigente nemmeno chi va al ballottaggio con oltre dieci punti di vantaggio. Così, sull’argomento «candidatura olimpica» arrivano le prime timide aperture grilline. Prima di Alessandro Di Battista, pungolato a Otto e mezzo: «L’iter della candidatura è già avviato e noi non abbiamo mai detto di volerlo stoppare. Semplicemente, in questo momento per noi Roma 2024 non è un tema, prima dobbiamo pensare all’ordinario». Qualche minuto più tardi la candidata Virginia Raggi a Ballarò è più dura: «Totti è un grandissimo sportivo e un campione di caratura mondiale, è logico che sostenga la candidatura olimpica. Ribadisco: noi non siamo pregiudizialmente contrari, ma Roma parte da 14 miliardi di debiti e in questi tre mesi non c’è stato un romano che mi abbia chiesto le Olimpiadi, mentre in tanti mi hanno chiesto perché non passa l’autobus. Le Olimpiadi sono un discorso giornalistico, ma i romani chiedono altro e io devo ascoltare le loro richieste». Senza pregiudizi, nemmeno sui Giochi. Questo ormai è assodato, anche grazie a Totti.

 

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