Rassegna Stampa

L'era dei Dragoni senza stelle

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 15-08-2016 - Ore 10:43

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L'era dei Dragoni senza stelle

IL MESSAGGERO - SACCA' - Si legge Porto, e subito il pensiero vola allo squadrone allenato da José Mourinho, capace di trionfare in Champions nel maggio del 2004. O anche alla macchina perfetta, esatta al millimetro, inventata da André Villas Boas e vincitrice dell'Europa League nel 2011. Ricordi. Bei ricordi. Da allora, però, i Dragoni sono cambiati. E vale la pena di annotare che le stelle che illuminavano gli scorsi anni si sono via via spente nel cielo portoghese. La Roma di Luciano Spalletti, comunque, si misurerà con un rivale europeo scomodo. Solido in difesa; equilibrato in mediana; talentuoso in avanti. Eccolo il profilo del Porto, a delinearlo. Tanto per cominciare, va detto che il campionato portoghese ha esordito venerdì sera: e ad inaugurarlo è stata proprio la squadra di Nuno Espirito Santo, che ha liquidato il piccolo Rio Ave per 3-1 in rimonta grazie ai gol di Corona, Herrera e Silva. Per cui è facile immaginare che i Dragoni saranno più preparati dei giallorossi sotto un profilo atletico. Poi bisogna ricordare pure che il Porto ha chiuso la scorsa Primeira Liga al terzo posto della classifica, sistemandosi alle spalle del Benfica e dello Sporting Lisbona. Insomma del gruppo delle teste di serie del sorteggio, i lusitani erano probabilmente fra i club più pericolosi. 

IL PIANO - Venendo al piano tattico, Espirito Santo in genere si affida al 4-2-3-1, anche se spesso vira verso il 4-3-3. L'altra sera, per dire, contro il Rio Ave ha schierato una formazione molto vicina a quella che proporrà mercoledì al cospetto della Roma. Così, davanti all'ex portiere madridista Casillas, si allineano i quattro difensori Pereira, Marcano, Felipe Augusto e l'ex interista Alex Telles, appena arrivato e già espulso per doppia ammonizione venerdì sera. Al centro del campo, invece, si distende una linea formata da Herrera e da Danilo Pereira, appena laureatosi campione d'Europa con il Portogallo di Fernando Santos. Il trio dei trequartisti poggia su Corona, André André e Otavio. A trascinare l'attacco provvede infine Varela o Adrian Lopez, e c'è da ricordare l'assenza del camerunense Aboubakar, classe 92, autore di 13 gol nell'ultimo campionato. Sì, perché Aboubakar e Martins Indi sono stati esclusi dalla lista della Uefa all'ultimo palpito, al pari del nuovo acquisto Laurent Depoitre, esentato per aver preso parte al precedente turno eliminatorio di Champions.

LA GIRANDOLA - Il perno della squadra però è il tecnico Espirito Santo. Quarantadue anni, era il secondo portiere del Porto di Mourinho, quello che vinse la Champions. E devono essere stati gli anni trascorsi con Mou a lasciare sui taccuini, e nella mente, di Nuno l'orma di una serie di idee tattiche. Al Porto è approdato giusto 75 giorni fa, a sostituire José Peseiro. Ma, in fondo, non è stata una rivoluzione epocale. Perché il presidente Pinto da Costa ha cambiato l'enormità di sei allenatori negli ultimi 36 mesi. Sei, già. E la Roma, furbetta com'è, può allungare la lista...

Fonte: Il Messaggero - Saccà

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