Rassegna Stampa

L’Europa dice stop: "Blatter, non ripresentarti"

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 11-06-2014 - Ore 08:31

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L’Europa dice stop:

L’Europa contro l’uomo che porta le scarpe da tennis. Niente a che vedere con il personaggio della canzone di Enzo Jannacci, però anche Joseph Blatter rincorre il suo bel sogno d’amore (per il potere): il quinto mandato, da ottenere tra un anno, nel congresso elettivo Fifa del 29 maggio 2015 a Zurigo.

Il colonnello si è portato avanti, con il suo stile faceto da coccodrillo che sta per azzannare la preda, nel briefing con le Confederazioni, prima dell’assise numero 64, disertata da Dilma Roussef (la presidentessa non gode di buona stampa a San Paolo dove c’è una tregua nello sciopero della metro). «Sono un essere umano e ho cambiato idea, come ogni essere umano ha il diritto di fare». Applausi da asiatici, africani, americani (Nord e Sud). Gelo d’Europa.

Presidente dal 1998, Blatter è stato rieletto nel 2002, nel 2007 e nel 2011, sempre da candidato unico. Nel 2011 in realtà un avversario c’era, quel Mohamed Bin Hammam, allora presidente dell’Asia, ma, misteriosamente, si ritirò alla vigilia della votazione e qualche mese dopo, accusato di corruzione (è stato tirato in ballo anche nello scandalo del giorno, quello del Qatar), venne radiato.

Chi tocca i fili muore? Forse, ma ciò non ha spaventato Michael Van Praag, presidente della Federcalcio olandese (Knvb) che ha detto in faccia a Blatter: «Niente di personale, ma l’immagine della Fifa oggi è legata indissolubilmente alla corruzione. La Fifa ha un presidente, tu sei il responsabile, tu non ti devi ripresentare». Sulla stessa linea il presidente della Football Association, Greg Dyke, che ha condannato le accuse di razzismo rivolte ai media inglesi, Sunday Times in testa, sull’affair Qatar. «Se ne deve andare», la sintesi. Chiusura dell’anziano (85 anni) svedese Lennart Johansson ex presidente Uefa e sfidante di Blatter nel 1998. «Ha fatto anche delle cose buone, ma sedici anni sono abbastanza». Johansson ha aggiunto che «Platini potrebbe essere un’ottima alternativa». Michel nostro sta sulle sue. Studia il tempo che fa. Scioglierà la riserva sulla sua candidatura dopo l’estate, schivate tutte le trappole del colonnello.

Fonte: Corriere della Sera - PERRONE

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