Rassegna Stampa

L’Europa ci sorride

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 26-08-2016 - Ore 06:58

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L’Europa ci sorride

CORRIERE DELLA SERA - TOMASELLI - Tornare a Siviglia dove, di fatto, hai perso il treno giusto per l’ultima Champions, può essere utile per stare più attento e controllare meglio il tabellone delle partenze e degli arrivi: perché il momento della Juventus in Europa è qui e ora. E sbagliare ancora nella fase iniziale — dove la attendono anche Lione e Dinamo Zagabria — sarebbe grave. La prima sfida per i bianconeri sarà proprio con gli spagnoli, ma allo Stadium: l’occasione giusta per dare subito un segnale forte. Anche per il Napoli le palline di Montecarlo hanno la faccia sorridente: potevano essere Barcellona, Real Madrid o Bayern gli avversari di prima fascia, invece è capitato il Benfica, che arriverà al San Paolo alla seconda giornata. Alla sezione Rimpianti, anche il Napoli ha già dato. E anche per questo il rischio di sottovalutare qualsiasi avversario va accuratamente evitato: a maggior ragione per la squadra di Sarri, che ha due trasferte toste dal punto di vista ambientale come Kiev (al debutto) e Istanbul, contrada Besiktas.

L’esperienza serve proprio a questo, a non ripetere errori piccoli o grandi, in un torneo dove contano i dettagli e anche un po’ di fortuna: una tra Barcellona e Manchester City di Guardiola (girone C) e una tra Bayern Monaco e Atletico Madrid (girone D) ad esempio arriverà seconda nel proprio girone e quindi sarà un pericolo pubblico agli ottavi per chi vincerà il proprio raggruppamento.

Per la Juventus però non è il tempo dei calcoli: «Sappiamo bene il ruolo che dobbiamo recitare — dice l’a.d. bianconero Beppe Marotta — ed è quello di vincere il nostro gruppo: abbiamo l’obbligo di farlo e non ci dobbiamo nascondere. Ci sentiamo pronti per affrontare un cammino impegnativo: ci siamo rafforzati proprio per questo». Massimiliano Allegri sa che in un girone così, c’è molto da guadagnare ma anche da perdere. Per cui tocca proprio il tasto dolente dell’Andalusia, dove a dicembre la Juventus perse (1-0) quando le bastava un pareggio per arrivare prima: il secondo posto dietro al City le costò l’incrocio col Bayern Monaco agli ottavi: «A Siviglia l’anno scorso abbiamo perso un’occasione — il messaggio di Allegri — Lione e Zagabria son campi caldi: servirà attenzione, conosciamo il nostro obiettivo!».

Gli spagnoli sono in Champions anche quest’anno perché hanno vinto per la terza volta consecutiva l’Europa League, dove non avranno voglia di tornare: ma al posto di Unai Emery in panchina c’è il cileno Sampaoli e la squadra, che si affida anche a Franco Vazquez, sembra meno solida di un anno fa. I pericoli del Lione si chiamano Valbuena, Lacazatte e Fekir. La stellina superstite della Dinamo è Coric, perché Pjaca è finito proprio alla Juve e Rog lo sta prendendo il Napoli. La squadra di Sarri incrocia Yarmolenko (Kiev) e due vecchie conoscenze italiane come Quaresma (Besiktas) e Julio Cesar (Benfica). Ma col Portogallo e i portoghesi, l’Italia per quest’anno ha già dato: lo scivolone della Roma è lì a ricordarlo.

Fonte: CORRIERE-DELLA-SERA-TOMASELLI

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