Rassegna Stampa

L’ex juventino Boniek: «Se un numero due viene dalle Cayman poi non c’è da stupirsi»

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 28-05-2015 - Ore 07:14

|
L’ex juventino Boniek: «Se un numero due viene dalle Cayman poi non c’è da stupirsi»

CORRIERE DELLA SERA – TOMASELLI - L’ex juventino Boniek: «Se un numero due viene dalle Cayman poi non c’è da stupirsi» Zibì Boniek, grande ex della Juventus, presidente della Federcalcio polacca e da sempre antagonista di Blatter.

Nemmeno lei poteva immaginare una giornata come quella di ieri per il calcio mondiale?

«È chiaro che una vicenda di questa portata sorprende tutti. Anche chi come me è sempre stato chiaro: non voteremo Blatter, perché già l’ultima volta aveva detto che questo sarebbe stato il suo ultimo mandato. Dopo quattro anni ha cambiato parere, ma ha 79 anni, mi sembrava il caso che lasciasse. Del resto anche prima di ieri l’immagine del calcio e soprattutto della Fifa non era certo delle migliori».

La crisi travolge la Concacaf. È uno scandalo circoscritto al Nord e Centro America secondo lei o coinvolge tutto il sistema?

«Non dimentichiamo che le varie confederazioni eleggono i loro rappresentanti, che diventano di diritto vicepresidenti. Se uno manda un vicepresidente, Blatter non sa se questi è una persona perbene o meno. Però, scusate, se arriva uno della federazione di Cayman può essere anche la persona più onesta del mondo, ma...».

Che cosa?

«Alle isole Cayman se non mi sbaglio ci sono molte banche, mentre un campo di calcio non so nemmeno se c’è...».

Potrebbero esserci colpi di scena sull’assegnazione dei Mondiali a Russia e Qatar, nonostante la Fifa si sia subito affrettata a confermarle?

«Non possiamo saperlo adesso, ma sappiamo che la Russia è un Paese che ne ha invaso un altro. Concederle di ospitare il Mondiale è un errore disastroso. Ci dovrebbe essere una clausola in caso di guerra: non si può ospitare un Mondiale».

Il 25 luglio c’è il sorteggio per le qualificazioni a San Pietroburgo. Ci andrà?

«Dovrei fare finta di nulla sulla guerra? Non mi sento a mio agio con questa gestione politica, credo che me ne andrò in Sardegna».

Del Mondiale in Qatar invece che ne pensa?

«È una scelta sbagliata: il Mondiale va organizzato in Paesi che vivono di football o lo possono diventare, il Qatar è un Paese piccolo e ricco senza prospettive in questo senso».

L’inchiesta conferma che il sistema è marcio?

«La Fifa è la famiglia di Blatter e scalzare il suo potentato sarà difficile. Su 200 delegati l’opposizione europea ne ha 50. Noi eravamo per Figo, che è un uomo pulito. Ma Blatter è incollato alla poltrona e scalzarlo non sarà facile nemmeno adesso. Lui è sordo come la Fifa. Almeno fino a ieri».

Fonte: CORRIERE DELLA SERA – TOMASELLI

commentiLascia un commento

Nome:  

Invia commento

chiudi popup Damicom