Rassegna Stampa

L’Expo-campionato accende gli italiani e cerca il rilancio

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 28-07-2015 - Ore 08:00

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L’Expo-campionato accende gli italiani e cerca il rilancio

GAZZETTA DELLO SPORT - BREGA - Ha ragione il presidente federale Carlo Tavecchio, anche se la sua è una difesa d’ufficio: «Senza il campionato l’Italia sarebbe monca. Parte uno spettacolo di cui non si può fare a meno». Nonostante gli scandali, le polemiche, personaggi più o meno credibili, persino l’onta di un fallimento (il Parma), i 27 milioni di appassionati al calcio sono sempre lì, in attesa del fischio d’inizio. Magari imprecano, magari disertano gli stadi, magari nutrono scarsa fiducia verso le istituzioni, ma a questa passione non rinunciano. E la sfida stavolta è doppia: dimostrare che la Serie A non è così ammaccata come sembra ed esportarla finalmente fuori confine. 
EXPO GLOBALE Non a caso è stata scelta Expo, a Milano, per il varo del calendario: produzione tv della Lega con la doppia conduzione Barriales-Piroso, prove generali riuscite della Serie A Tv in una cornice suggestiva, con il padiglione invaso da visitatori e curiosi provenienti da ogni angolo della terra. Peccato per solite, stucchevoli lamentele sugli abbinamenti, in primis il derby di Genova alla Befana... Dall’alto del trono di campioni d’Italia, l’a.d. bianconero Beppe Marotta sentenzia: «Negli ultimi quattro anni abbiamo vinto quattro scudetti con calendari sempre diversi». È il solito detto: prima o poi bisogna affrontarle tutte. 
NIENTE RINVII Una cosa è certa: la Serie A partirà il 22-23 agosto, senza slittamenti dettati dalle ultime inchieste della magistratura. Per dirla alla Tavecchio, «con la Serie A rispettiamo le scadenze, come si fa in banca: partiremo tranquillamente col campionato all’insegna del riscatto dell’Italia, della Nazionale e di tutti». E Maurizio Beretta, presidente di Lega, illustra le novità della stagione: «Ci saranno regole nuove per le rose e una nuova tecnologia metterà fine a una parte di polemiche. Almeno sul gol non gol avremo un dato oggettivo». Marcello Nicchi, presidente dell’Aia, ringrazia: «E’ una cosa che scarica molte responsabilità dagli arbitri». 
AMBIZIONI L’evento milanese segna il debutto istituzionale in A di Joey Saputo, patron del Bologna che minimizza i dissidi con Tacopina (ci sono eccome, con un’avvertenza: i soldi ce li mette Joey) e si fa raccontare in inglese dal collega americano Italo Zanzi, ceo della Roma, la passione «oltre le aspettative» del pubblico durante la tournée giallorossa in Australia e Indonesia. Esordio in punta di piedi per le altre neopromosse Carpi e Frosinone. Bello carico è il presidente del Torino, Urbano Cairo, orgoglioso per un progetto che finalmente abbina risultati sportivi ed economici: «Prima prendevamo giocatori in prestito, adesso li acquistiamo a titolo definitivo, soprattutto giovani, perché il piano è a lungo termine». Ostenta orgoglio pure l’Udinese, che a dicembre inaugurerà il nuovo Friuli. «Sarà il nostro scudetto», chiosa il vicepresidente Stefano Campoccia. 

Fonte: GAZZETTA DELLO SPORT - BREGA

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