Rassegna Stampa

L’Inter si inchina alla Roma

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 03-10-2016 - Ore 07:13

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L’Inter si inchina alla Roma

CORRIERE DELLA SERA - VALDISERRI - Ravvivata dalla sconfitta del Napoli, nel pomeriggio, Roma-Inter è stata uno spareggio anticipato per l’Europa di prima categoria, a distanza dalla corazzata Juventus. Ed è stata una gran partita, soprattutto in un primo tempo pirotecnico in cui sono state costruite occasioni che, in serie A, di solito bastano per le partite di un’intera giornata.

La Roma ha vinto con merito, anche se per fare un gol le servono ancora cinque occasioni nitide. Non c’era altra strada per rientrare nel giro che conta. Quattro vittorie su quattro all’Olimpico sono un biglietto da visita importante, adesso bisogna migliorare in trasferta. La prossima sarà contro il Napoli, in un altro big match. Luciano Spalletti ha avuto dalla sua squadra quello che chiedeva: corsa, contrasti, raddoppi, cura delle linee di passaggio avversarie. I numeri «nascosti». Quando questa intensità non avrà cali, come invece è successo nella ripresa, sarà davvero una «sua» squadra.

Si vede, con la stessa chiarezza, che Frank De Boer sta cercando di incidere sulla mentalità dell’Inter con idee di calcio totale. La riuscita è ancora lontana e la fase difensiva, soprattutto, è rudimentale. Il miglior Dzeko romanista ha fatto a pezzi Miranda e Murillo, mentre Santon non è (più) proponibile a questi livelli. Joao Mario ha giocato vistosamente frenato da un fastidio muscolare avuto in settimana. Troppi problemi per fare risultato ieri, ma una buona base da cui ripartire.

Spalletti era uscito da Torino (3-1 contro i granata di Mihajlovic) con questa frase: «Così non si può andare avanti». La risposta è il 4-2-3-1 con la sorpresa tattica di Florenzi trequartista, al posto di Nainggolan. Per gran parte del primo tempo succede tutto sulla fascia destra. È un duello tra due pesi medi che tengono bassa la guardia e cercano sempre il colpo del k.o., con Santon che non regge le sovrapposizioni tra Salah e Bruno Peres, anche perché Perisic non lo aiuta. È lì che nasce il gol al 5’: sul cross di Bruno Peres c’è Medel in ritardo e i due centrali nerazzurri si perdono Dzeko, che tocca in rete. È sempre lì che Salah si presenta due volte da solo davanti ad Handanovic, ma non è capace di chiudere il conto: prima colpisce il palo esterno, poi centra il portiere. Troppo spreco.

Anche l’Inter, infatti, ha le sue occasioni. Su errore di Manolas, in disimpegno, Banega colpisce un palo clamoroso (8’); Candreva, dimenticato da Juan Jesus, spreca a cinque metri dalla porta di Szczesny; Ansaldi sbuca dalla parte di Juan Jesus e Manolas salva quasi sulla riga, poi Szczesny è bravo sul tiro (quasi) a botta sicura di Candreva. Il primo tempo poteva finire 4-2 o 4-3 per la Roma. Una partita, finalmente, da esportazione.

Nella ripresa, per forza, il ritmo è destinato a calare. Quando la gara sembra cristallizzata arriva, un po’ fuori dalla logica, il pareggio dell’Inter. Daniele De Rossi commette l’unico errore di una bella prestazione lasciando in gioco Banega, che spiazza Szczesny. La Roma ha la forza di ributtarsi avanti e Manolas di testa (con deviazione involontaria di Icardi) segna un gol pesantissimo per il resto della stagione.

Giusto così. Questo ha detto il campo.

Fonte: CORRIERE DELLA SERA - VALDISERRI

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