Rassegna Stampa

L’Italia di Conte soffre e poi gioisce Sventato il blitz della Norvegia

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 14-10-2015 - Ore 07:35

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L’Italia di Conte soffre e poi gioisce Sventato il blitz della Norvegia

CORRIERE DELLA SERA - BOCCI - È l’Italia di Conte: grinta, coraggio, forza, spirito di abnegazione. Va sotto alla prima disattenzione, ma non si arrende, spinge, sbuffa, combatte e quando cambia sistema, abbandonando il 3-5-2 iniziale per il coraggioso 4-2-4 mostrato a Baku, ribalta il risultato, salva l’onore azzurro, conquista il primo posto nel girone e anche il cinquantesimo risultato utile consecutivo nelle gare di qualificazione. Una sola ombra: il ranking Uefa, che premia il Belgio e ci spedisce in seconda fascia nel sorteggio europeo il 12 dicembre a Parigi. 
Ma intanto godiamoci una Nazionale ritrovata, nel gioco, nello spirito, nella convinzione, abile a spedire la Norvegia all’inferno dei playoff negli ultimi 16 minuti di una partita giocata tutta all’attacco. Il soldatino Florenzi è l’eroe della serata: segna l’1-1 con una zampata (approfittando della grossolana indecisione di Aleesami) e 8 minuti dopo regala l’assist per il sorpasso di Pellè. Tra i due gol azzurri ce n’è un altro, ancora del romanista, annullato per un fuorigioco inesistente di Candreva. Un’Italia sprintosa. Conte è raggiante, la panchina schizza fuori e festeggia come fosse la finale del Mondiale. Sotto la regia dell’ex tecnico juventino sta nascendo un gruppo senza stelle, ma pronto a giocarsela con tutti. Pirlo e Verratti, infortunati, sono in tribuna insieme con lo squalificato De Rossi. In campo gli eroi sono, oltre al romanista figlio della città, il solito Pellè a cui non sarà facile rubare il posto da titolare e Candreva. I gol arrivano alla fine, ma l’Italia è padrona del campo per tutti i 90 minuti. Quello azzurro è un assedio coraggioso, anche se per lunghi minuti sterile e infruttuoso. Però la vittoria non fa una grinza, le occasioni si sprecano, almeno sette oltre ai gol e Nyland è decisivo almeno tre volte. Unico neo i fischi, insistiti, dei tifosi, a Montolivo, oggettivamente autore di una partita scadente, ma che non merita un trattamento simile. 
Come in Azerbaigian, l’Italia commette un errore e lo paga: il rinvio di Chiellini è goffo, Soriano non chiude il destro secco di Telley che sorprende Buffon. La Norvegia è avanti, ma la partita è nelle mani degli azzurri che all’inizio faticano a trovare il ritmo ma stazionano sempre nella metà campo avversaria dentro lo stadio semivuoto con gli applausi chiesti dalla squadra italiana a coprire i fischi all’inno norvegese di una (per fortuna) minoranza. Pellè si mangia un gol di testa da due metri, il portiere Nyland si supera sul tiro maligno di Soriano e sul destro formidabile di Florenzi. All’intervallo l’Italia mette in fila cinque occasioni, ma neppure lo straccio di un gol. Nella ripresa stessa musica, sino al momento in cui entrano in campo Giovinco e Candreva. L’Italia vola e vince. Conte gongola: ha una squadra e un gruppo di cui si fida e sul contratto, il tormentone dell’autunno, lancia un piccolo segnale di apertura: «Mai dire mai», dice sorridendo. Che è tutto quanto chiedeva la Federazione in questo momento, a 8 mesi dall’Europeo e prima di entrare nel vivo della trattativa che non sarà né breve, né facile. Ma il fatto che Conte sia pronto ad ascoltare è già un piccolo quanto significativo passo in avanti. 

Fonte: CORRIERE DELLA SERA - BOCCI

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