Rassegna Stampa

L’Italia rincorre la top ten a Bruxelles punti pesanti

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 12-11-2015 - Ore 08:06

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L’Italia rincorre la top ten a Bruxelles punti pesanti
REPUBBLICA - CURRO' - La rincorsa della Nazionale di Conte alla top ten dell’odiato ranking Fifa, che infiniti danni addusse agli azzurri escludendoli dalle teste di serie del Mondiale brasiliano, comincia domani a Bruxelles proprio contro la capolista dell’opinabile classifica, bissata dalla sorella minore Uefa, nella quale per pochi centesimi il Belgio ha fatto fuori l’Italia anche dalle teste di serie di Euro 2016. La circostanza ammanta il duello, per quanto amichevole, di significati poco transitori, che il ct alimenta non soltanto perché nel suo contratto è previsto un bonus di 500 mila euro, se scalerà almeno 5 posizioni nel famigerato ranking: raccolse l’eredità di Prandelli al quattordicesimo posto, deve risalire al nono, oggi è tredicesimo e l’eventuale vittoria con la prima gli offre il massimo dei punti possibili per un’amichevole. È per ragioni meno venali che dall’inizio del raduno di Coverciano sta ribadendo ai giocatori il concetto alla base della sua idea di calcio, sia negli allenamenti tattici sia nelle sedute video: vuole trasmettere alla squadra autostima e sicurezza nelgioco. «Se in campo sapete sempre cosa fare, potete vincere contro chiunque». La teoria è nota: gli schemi imparati a memoria prevalgono sull’estemporaneità dei fuoriclasse. E una formazione di gregari dal talento complessivo nella media (la contemporanea assenza di Verratti, Pirlo e De Rossi iscrive la Nazionale a questa categoria) attraverso un’organizzazione di gioco superiore può battere una squadra di campioni. «Questo movimento l’avete fatto molto bene. Allora adesso ripetetelo»: ogni azzurro ormai sogna di notte gli schemi del ct.
Domani alla teoria dovrà seguire la pratica: finora, con l’eccezione del Portogallo nell’amichevole di giugno a Ginevra (unica sconfitta di Conte), non c’è ancora stato un confronto diretto con le favorite dell’Europeo. In attesa di Spagna e Germania a marzo, questa è l’occasione per azzerare il deficit di talento, certificato dalle statistiche di mercato. Secondo la più crudele, pubblicata da France Football, la rosa dell’Italia vale 139 milioni di euro in meno di quella del Belgio (255 contro 394), ben sotto Francia (392), Germania e Spagna (380), Inghilterra (325) e Portogallo (290). Il ct se ne infischia, con la sua coppia d’attacco quotata 26 milioni (Pellè 11, Eder 15), più di 5 volte in meno della somma di Hazard e De Bruyne (70 più 60).
Convintissimo che l’unione faccia la forza, ha inculcato regole senza deroghe. Anche ieri, ad esempio, i giocatori sono usciti dalla foresteria in gruppo, per dirigersi all’allenamento e apprendervi l’arte di Fregoli: come cambiare abito con somma disinvoltura, dal 4-2-4 al 4-3-3 alla difesa a 3. Nelle intenzioni sarà il punto di forza all’Europeo: la sequenza di prove contro tre nazionali forti e collaudate da un lunghissimo periodo con la stessa guida (Wilmots per il Belgio, Del Bosque per la Spagna, Loew per la Germania) dirà se è vero. Il resto lo sintetizza Giaccherini, l’antitesi di Cassano e Balotelli, il gregario eclettico per definizione indotto da Conte a ripudiare l’Inghilterra per la serie A. «Rispetto alla Nazionale di Prandelli vedo meno campioni e più grandi giocatori, un gruppo molto più unito e coeso; qui ci sono prima di tutto uomini, che si sacrificano per la stessa causa». Concorda De Silvestri. «Alla maglia azzurra ho immolato un ginocchio. Lo rifarei».

Fonte: REPUBBLICA - CURRO'

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