Rassegna Stampa

L’Italia si fa bella un pieno di fiducia verso gli Europei

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 14-10-2015 - Ore 08:22

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L’Italia si fa bella un pieno di fiducia verso gli Europei
LA REPUBBLICA - CURRO' - Tutto è bene quel che finisce
meglio. Dopo avere temuto per più di un’ora l’immeritata sconfitta con la Norvegia, che avrebbe messo fine a 9 anni d’imbattibilità nelle qualificazioni europee e mondiali e a 16 anni di imbattibilità casalinga, la Nazionale ha ribaltato la partita con i gol nient’affatto casuali di Florenzi e Pellè. Il 2-1, con apprezzabili lampi di gioco nonostante l’ingiusto annullamento di un altro gol di Florenzi sull’1-1, le ha permesso di chiudere in testa il girone e di issarsi tra 4 le squadre che approdano immacolate a Euro 2016, in compagnia di Inghilterra, Austria e Romania. Gli astrusi calcoli del ranking Uefa impediscono agli azzurri di entrare tra le 6 teste di serie nel sorteggio del 12 dicembre, ma è un dettaglio. Questa vittoria - ottenuta in rimonta e in condizioni di oggettiva difficoltà per la decimazione del centrocampo orfano di Verratti, Pirlo, Marchisio, De Rossi e Parolo – ha infatti confermato le principali qualità trasmesse alla squadra dal suo demiurgo Conte: capacità di reazione, duttilità tattica, ricchezza di soluzioni alternative in una rosa dal livello internazionale in evidente crescita.
Gli uomini decisivi cambiano di volta in volta. Se nel 3-1 di sabato in Azerbaigian erano stati Verratti e i goleador El Shaarawy, Eder e Darmian, stavolta il ruolo di mattatori è toccato ai suddetti Florenzi e Pellè e al loro ispiratore Giovinco, il cui ingresso a inizio ripresa, al posto di Eder infortunato, ha acceso l’attacco dell’Italia: sono stati suoi sia il cross dal fondo che ha messo in crisi Aleesami, alle cui spalle è spuntato furtivo Florenzi, sia la formidabile apertura che ha innescato il cross arcuato dello stesso Florenzi, trasformato in gol da Pellè con un acrobatico sinistro di controbalzo. Artistico era stato anche il provvisorio 1-0 di Tettey, il norvegese di origine ghanese non nuovo a questo genere di prodezze: aveva raccolto al limite un rinvio di testa di Chiellini, scagliandolo di sinistro in porta. Lo svantaggio ha complicato il controllo della partita attraverso il 3-5-2, modulo di sicurezza nell’emergenza: blocco juventino in difesa, terzini circospetti e coppia di punta Pellè-Eder. Poco intensa nel centrocampo imperniato su Montolivo ancora in recupero dal serio infortunio, l’azione offensiva ha comunque cercato di continuo i colpi di testa di Pellè, che ne ha spedito un paio appena fuori: il secondo sarebbe valso il pareggio. Conte ha capito che la Norvegia, obbligata a vincere per qualificarsi, avrebbe fatto leva sul vecchio catenaccio e sul portiere Nygard, reattivo su Soriano, Pellè e Florenzi. Così nella ripresa ha corretto la squadra. Prima ha inserito Giovinco per Eder, poi Bertolacci per Montolivo, infine Candreva per Soriano. Il 4-2-4 ha dato frutti immediati, perfino inferiori ai meriti: dopo il pari di Florenzi, Brych gli ha sottratto ingiustamente la doppietta, per inesistente fuorigioco di Candreva, autore dell’assist. Ma l’azione calligrafica firmata da Pellè ha fatto esultare Conte.

Fonte: LA REPUBBLICA - CURRO'

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