Rassegna Stampa

L’Italia vuole l’impresa: «Non andremo a casa»

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 27-06-2016 - Ore 06:57

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L’Italia vuole l’impresa: «Non andremo a casa»

IL TEMPO - CICCOGNANI - Silenzio, c'è Italia-Spagna, ottavo di finale di Euro 2016. Arriva troppo presto la sfida con la nostra bestia nera, ma Conte allontana il passato concentrandosi sul presente. Eppure il passato è lì, a ricordarci che non vinciamo in una competizione ufficiale da Usa '94, quarti di finale è finì 2-1 per noi. Poi solo amarezze con quel pesante 4-0 di Kiev Nella finale di Euro 2012 che purtroppo ha scritto la storia. Che l'Italia vuole cambiare. Da stasera perché di tornare a casa non ne ha voglia nessuno. Tantomeno Conte. «Abbiamo grande rispetto per la Spagna che è una delle squadre più forti al mondo - dice il ct nella conferenza stampa della vigilia a Saint Denis - ma abbiamo lavorato e ci siamo preparati al meglio. È una partita senza ritorno, o dentro o fuori e proprio per questo sarà importante quello che dirà il campo».

Cosa serve perché questa spedizione si trasformi in un successo?

«Non dobbiamo avere recriminazioni, dovremo aver dato tutto e se sul campo l'avversario si dimostrerà superiori saremo i primi ad applaudirlo, ma vorrei fossimo noi a prendere gli applausi e a vincere».

Serviranno giocate folli per avere ragione della Spagna?

«Non si aspetta una partita del genere per fare cose folli. La partita la dovremo vincere tutti insieme nella fase offensiva quando saremo in possesso palla. Dovremo stare tutti attenti, ma anche fare in modo che anche la Spagna si preoccupi di noi. Dobbiamo fare una fase offensiva perfetta per cercare di fare l'impresa. Perché di impresa si tratterebbe».

Che Spagna sarà, arrabbiata dopo il ko per con la Croazia?

«Le sconfitte portano sempre qualcosa in più a livello di attenzione e concentrazione. Avrei preferito una Spagna più... morbida, ma la Spagna anche perdendo per un episodio ha dimostrato quanto sia forte. Poteva uccidere la partita è noi ci siamo preparati perché non siamo qui a fare le comparse. Dobbiamo tirare fuori tutto, l'ordinario non basta».

Che vigilia è?

«Importante, di grande emozione. Ho grande fiducia nei ragazzi, che sono straordinari e pronti a giocarsi questo ottavo in salita. Vogliamo dire la nostra è sono convinto lo faremo. Bisognerà correre e giocare al calcio ma se vogliamo i quarti dobbiamo essere ancor più bravi nel possesso palla».

Più difficile vincere il primo scuidetto con la Juve o questa esperienza?

«Quando sono diventato ct sapevo che non sarebbe stata un'esperienza facile, ma queste situazioni mi intrigano. Poi questi ragazzi mi hanno dato tutti in questi due anni, mi hanno dimostrato attaccamento, voglia, passione. E a me basta».

Perché l'Italia può vincere?

«Perché niente è impossibile altrimenti tutto sarebbe scontato. È il bello del calcio , sovvertire il pronostico. Solo una cosa vi dico, né io né i ragazzi vogliamo tornare a casa».

Buffon si concentra sull'ex Morata: «Alvaro è ancora un ragazzo ma ha doti straordinarie, ha sempre fatto bene nei grandi eventi e l'inizio dell'Europeo (3 gol, ndr) lo conferma, ma la Spagna non è solo Morata anche se lui è il pericolo numero uno». E sul futuro pochi dubbi: «A questi livelli non sei tu a decidere . Nella mia testa c'è l'idea di continuare e se questi livelli piaceranno anche al nuovo ct ben felice di far parte della famiglia azzurra».

E poi tanta voglia di rivincita: «Nel 2012 arrivammo cotti fisicamente alla finale di Kiev, nelle altre tre partite ci sono stati tre pari, due dopo 120' di gioco, uno dopo 90', e questo significa che ce la siamo sempre giocate. L'unica squadra con la quale hanno sempre sofferto è l'Italia». E allora facciamoli soffrire ancora. Infine, a condire questa sfida quel pizzico di cabala che soprattutto alle nostre latitudini non guasta mai. l'Italia giocherà in maglia azzurra, Spagna in bianco, una seconda divisa che non porta bene agli spagnoli. La indossavano a Usa '94 e in questo europeo contro la Croazia erano in bianco e hanno perso. Sperando che in bianco ci vadano anche stasera.

Fonte: Il Tempo - Ciccognani

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