Rassegna Stampa

L’omicidio di Ciro: perizie lacunose, i pm le contestano

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 14-10-2014 - Ore 07:58

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L’omicidio di Ciro: perizie lacunose, i pm le contestano

Altre cinque ore di discussioni non sono bastate a chiudere l’incidente probatorio e a mettere il primo punto sulla ricostruzione della sparatoria di Tor di Quinto, anche se l’udienza di ieri ha fatto luce su alcuni elementi decisivi. All’ora di cena, sfinito da un pomeriggio ad alta tensione, il gip Giacomo Ebner ha concesso alle parti un’ulteriore settimana per presentare eventuali contestazioni alla relazione del Racis. Che è molto corposa ma pure lacunosa in alcuni passaggi. Perciò il gip ha dato appuntamento al 21 ottobre, quando, volenti o nolenti, i legali di una parte e l’altra dovranno accettare il suo responso. Possibile che Ebner chieda delle integrazioni alle perizie già effettuate, assai più difficile, come vorrebbero i legali della famiglia Esposito, che nomini un altro consulente e disponga un nuovo incidente probatorio.

Passi avanti Del resto, da ieri qualche certezza in più la abbiamo. I due titolari dell’inchiesta, i pm Eugenio Albamonte e Antonino Di Maio, hanno messo in discussione, e con un certo successo, due delle ipotesi centrali formulate dal tenente colonnello dei carabinieri Paolo Fratini. La prima: che le tracce ematiche di De Santis (sul calcio) e di Alfonso Esposito (sulla canna) rinvenute sulla pistola dimostrino per forza che la Benelli sia stata oggetto di una contesa prima degli spari, e non l’arma con cui ex l’ultrà romanista è stato colpito alla fronte durante il pestaggio successivo alla sparatoria. La seconda: che la pozza di sangue del De Santis rilevata accanto ai bossoli sia stata provocata da una ferita grave subita prima di sparare, e non dai colpi violenti ricevuti successivamente alla gamba (quella che rischia l’amputazione). Ribaltata pure l’ipotesi dei carabinieri sui guanti neri di De Santis, sui quali invece non sono state trovate tracce di sangue: sembra che i pm abbiano convinto il giudice che l’ex ultrà romanista li indossasse al momento degli spari, altro elemento che sposterebbe ad una fase successiva le ferite e il sangue di Gastone. Resta, quindi, ancora da stabilire se il presunto omicida sia stato effettivamente ferito prima di impugnare la Benelli, mentre per Albamonte e Di Maio da ieri è un po’ più chiaro che l’eventuale aggressione non sia stata così pesante e prolungata da giustificare la sparatoria che ha ucciso Ciro Esposito.

Fonte: Gazzetta dello Sport - CATAPANO

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