Rassegna Stampa

L’ultima sfida di Zeman. Alla corte del Lugano per dimenticare Cagliari

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 15-06-2015 - Ore 07:35

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L’ultima sfida di Zeman. Alla corte del Lugano per dimenticare Cagliari

LA GAZZETTA DELLO SPORT – CALVI -  Quando ha lasciato l’Italia, ha scoperto quanto gli mancava il nostro calcio. Zdenek Zeman ci riprova, se ne va in riva al lago di Lugano in cerca di fortuna e serenità dopo l’ultima delusione a Cagliari. Angelo Renzetti, patron del club svizzero, ha centrato il colpo grosso messo nel mirino. «Voglio Zeman alla guida del Lugano a tutti i costi – era stato il suo “manifesto” -. E’ la mia prima e unica scelta. Spero di convincerlo».

INCONTRO Non ce la fa, evidentemente, a stare lontano dal calcio. Sfumata la possibilità di tornare al Pescara e anche la chance Ternana, il boemo non ha resistito al corteggiamento di Renzetti. Ieri il numero uno del Lugano è andato a Roma, portando a termine la missione, dopo un incontro col tecnico.Contratto per un anno, ingaggio di circa 400 mila euro, Zeman cercherà di allestire il suo parco divertimenti nel Lugano, tornato in Super League, con Bordoli in panchina, dopo 12 anni di sofferenza in Challenge League. «I dettagli dell’operazione saranno resi noti mercoledì, quando l’allenatore e il suo staff arriveranno a Lugano – l’annuncio in una nota del club bianconero -. Per decisione di Zeman la preparazione avverrà interamente a Lugano e le amichevoli, salvo quelle già programmate, verranno disputate non contro squadre di Super League, volendo il tecnico di plasmare la formazione e darle un gioco consono alle sue idee tattiche».

QUEL CUGINO «Riparto da Lugano, sperando di riuscire a trasmettere le mie idee di calcio a squadra, tifosi e società», confida Zeman. A fare breccia nella mente di «Sdengo» sarebbe stato anche un cugino di Renzetti, che ha origini abruzzesi. Carlo Di Renzo, proprietario di un ristorante a Montesilvano, alle porte di Pescara, e anche agente di calciatori (e amico di Pavone, il d.s. che con il boemo ha firmato le imprese del Foggia), avrebbe avuto il merito di «cucinare»… a fuoco lento Zeman, sulla strada della tentazione per un’avventura nel calcio svizzero. «Ora acquisterò un attaccante, così il tecnico esalterà la sua vocazione offensiva», la promessa di Renzetti.

ESTERO, CHE INCUBO! Sono le tappe della sua carriera a rendere italianissimo l’imperturbabile uomo di Praga, 68 anni. Solo due volte ha scelto di varcare il confine del nostro calcio e per lui sono state brucianti toccate e fughe, prima di rimettersi in attesa di una nuova chiamata nell’Italia del pallone. Nella stagione 1999-2000, chiusa la parentesi quinquennale tra Lazio e Roma, Zeman aveva puntato sul Fenerbahce, ma per la squadra turca durarono appena tre mesi le fatiche sugli scaloni e con i sacchi di sabbia sulle spalle dei calciatori. Poi l’esonero del maestro, che in 10 incontri, ne vinse 3, pareggiandone 5 e subendo solo 2 sconfitte. Fu ancora più breve il percorso realizzato nell’estate 2008 alla guida della Stella Rossa Belgrado. Appena 3 giornate di campionato (un pareggio e 2 k.o.), poi Zdenek fece ritorno in Italia, rimanendo per due anni fermo, sino all’intrigante proposta sbocciata ancora a Foggia.

ESILIO LUGANO Da Belgrado continuava a lanciare frecciate velenose su Moggi e sulla piaga del doping nel calcio. E, chissà, come in Turchia, anche nella tappa alla Stella Rossa, il boemo avverti – ma mai lo ammetterà – una nostalgia canaglia per la sua terra d’adozione anche sportiva. «Mi dispiace aver deluso le aspettative di un’intera regione: speravo di salvare il Cagliari», ha lasciato così l’isola, con una grande ferita nel cuore. Ora ha impostato il navigatore su Lugano. Da quelle parti, Renzetti ha avuto come penultimo allenatore italiano Francesco Moriero, che nella seconda divisione svizzera si fermò al quinto posto, nella stagione 2011-2012. Magari Zeman potrebbe farsi una chiacchierata con il suo ex allievo (pochi mesi trascorsi insieme nel Napoli)…

Fonte: LA GAZZETTA DELLO SPORT – CALVI

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