Rassegna Stampa

L’usa e getta del mercato. L’ultimo caso è Babù

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 07-08-2013 - Ore 10:30

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L’usa e getta del mercato. L’ultimo caso è Babù

 Storie da extracomunitari nel mondo patinato del calcio italiano. L’ultima in ordine di tempo è quella di Anderson Rodney de Oliveira, meglio conosciuto come Babù, brasiliano svincolato dalla Paganese in Lega Pro, utilizzato dallaRoma come strumento di un indovinato escamotage, nel rispetto delle regole, per liberare il posto di extracomunitario per l’ala ivoriana Gervinho, in arrivo dall’Arsenal.

Dopo la Bossi-Fini La norma sugli extracomunitari, giova ricordarlo, è molto chiara: se una squadra di Serie A ne cede uno all’estero, può sostituirlo con un altro dello stesso status, per un massimo di due nuovi ingressi per stagione, ispirandosi alla filosofia della legge BossiFini. Così la Roma, senza violare le regole, ma con un sottile stratagemma temporale ha tesserato Babù, l’ex esterno del Lecce di Zeman, che sarà ceduto subito all’estero per liberare il posto a Gervinho. In precedenza, sempre in questa sessione di mercato, per lo stesso motivo e con lo stesso metodo, la Roma aveva tesserato l’ivoriano Amara Konaté (svincolato dal Campobasso), già passato in Spagna al Lleida Esportiu (squadra di Segunda B) per fare spazio al brasiliano Maicon, in arrivo dal City.

Le ragioni della Roma Un metodo, quello appena descritto, forse discutibile nella forma, che la Roma difende. «La nostra è una virtuosa applicazione della legge – dice il club giallorosso – poiché permettiamo a calciatori praticamente espulsi dal sistema di tornare a giocare all’estero percependo uno stipendio che in Italia non avrebbero più. Si tratta comunque di operazioni intelligenti. Non siamo solo noi a pensarla così».

I precedenti L’escamotage, poco gradito all’Assocalciatori che vorrebbe presto ridiscutere la norma, è stato già utilizzato dalla Roma nel 2011 con l’ivoriano Koffi, il precursore in materia, e il senegalese Mendy, comprati da noi e ceduti nel campionato belga. Il Napoli, invece, nel gennaio 2011 aveva tesserato lo stesso Koffi dalla Sanremese, ma solo per sei mesi perché a giugno avrebbe liberato il posto per un altro big. Bis del Napoli poi col marocchino Kabine dal Carpi nel mercato invernale del 2012, sempre con accordo fino a giugno. Nella stessa sessione, anche il Milan utilizzò la norma con Kingsley Ebere Umunegbu, passato dai rossoneri al Chiasso e viceversa. Tornando indietro negli anni, nel 2007 la Fiorentina mandò in scena l’ingaggio flash del nigeriano Okoroji Henry. Ancor più fulmineo, nel 2012, il passaggio in viola di Ibekwe, tesserato per il breve volgere di 15 minuti prima di partire alla volta della Romania, destinazione Snagov. Sorte simile per il marocchino Ahmed Guilouzi, che il Cesena prelevò dal Modena giusto in tempo per mandarlo in Croazia all’Nk Zagabria e lasciare spazio all’uruguaiano Rodriguez. Un metodo dunque già sperimentato che, seppur nelle regole, potrebbe essere gestito diversamente e con più lungimiranza. Sarebbe molto più semplice prepararsi per tempo all’evenienza, con calciatori extracomunitari in organico, come fanno la maggioranza dei club, che dover ricorrere al last minute della Roma per Maicon e Gervinho. 

 

 

Fonte: Gasport

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