Rassegna Stampa

La A perde 80 giocatori. Largo ai giovani ma che fatica

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 19-11-2014 - Ore 09:28

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La A perde 80 giocatori. Largo ai giovani ma che fatica

Il dado è tratto. Dal prossimo campionato la Serie A si sgonfierà e, si spera, comincerà a ringiovanirsi. Nel consiglio federale di domani sarà ratificato il restringimento delle rose a 25 calciatori con l’adozione delle norme Uefa: vale a dire l’inserimento in rosa di 4 tesserati cresciuti nel vivaio e di altrettanti di formazione italiana.

SINTESI – Su questo punto si profila una stagione di transizione con una lettura più flessibile dei requisiti per chi non è in regola, ed è il frutto di un compromesso emerso nelle ultime settimane tra le componenti federali. E questo è il punto più delicato. Ora nessuno sarebbe in regola e, in vista della prossima estate, i nostri club devono mettersi subito all’opera per correggere le proprie strategie. Uno sforzo rilevante, visto che non sarà facile sradicare abitudini più che decennali. Non inganni il fatto che le società ora nelle coppe hanno soddisfatto i parametri Uefa. Dalla stagione 2015-16 anche loro (o chi per loro) dovranno attrezzarsi per essere competitivi sul doppio binario con meno tesserati. E non sarà facile perché adesso nella famosa lista B europeacompaiono molti giovani senza chance di giocare in prima squadra.

IL CAMBIO – Invece d’ora in avanti gli Under 21 a disposizione sui due fronti dovranno essere di provata capacità per non rischiare, a stagione in corso, delle emergenze vere e proprie. E poi c’è il nodo dei giocatori attualmente in prestito altrove o quelli ancora in comproprietà. Chi non si guadagna la chiamata per un ritorno alla base da protagonista è da considerare sin da ora un esubero. Così al mercato di gennaio non ci si sorprenda se qualche addio sarà consumato in anticipo: proprio per evitare intasamenti estivi. La conseguenza logica è che questo eccesso di offerta porterà ad un fatale abbassamento dei prezzi sul mercato, con evidenti ricadute anche sugli ingaggi. Con un presumibile calo per chi si troverà a metà del guado. L’innovazione ha un’impostazione virtuosa, ma sulle prime comporterà dei disagi. Partiamo dalle cifre: attualmente sono 580 i professionisti che frequentano la massima serie. Tra poco più di sei mesi 80 di loro dovranno traslocare, visto che il nuovo tetto è a 500 (salvo la finestra per chi proviene dal vivaio). Né la serie B appare accogliente per i più stagionati, in considerazione del fatto che la Lega presieduta da Abodi per prima ha ristretto le rose a 19 componenti (più 2 cosiddetti uomini-bandiera) per gli over 21. Così gli esodati andranno all’estero? Nulla di più facile. Anche perché la diaspora è già cominciata da qualche anno. Ovviamente questa prospettiva preoccupa l’Assocalciatori, che ha chiesto inutilmente un periodo di transizione più lungo. Ed è il motivo per cui domani in Consiglio federale Tommasi nella migliore delle ipotesi si asterrà.

PROSPETTIVE – A trarne giovamento dovrebbero essere soprattutto i giovani. Almeno in prospettiva. Vi riferiamo a parte sull’utilizzazione solo parziale di quelli già in organico, ma è chiaro che il nuovo assetto indurrà gli allenatori a dare loro molto più spazio. Ma è altrettanto chiaro che sulle prime si porrà un problema qualitativo, un rischio che, pero, è il caso di correre. Attenzione, comunque, ai possibili casi-limite. Potrebbe anche accadere che una società, per non rinunciare ad un atleta speciale, decida di inserirlo solo nelle competizioni europee. O viceversa. Un po’ come avviene già nel basket. Tutto è possibile. Anche perché domani andrà in onda pure la mini-riforma sugli extracomunitari, con l’introduzione di un requisito tecnico per uno dei nuovi ingressi. Una novità tira l’altra.

Fonte: Gazzetta dello Sport - LAUDISA

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