Rassegna Stampa

La Champions delle formiche prende il via

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 23-06-2016 - Ore 07:01

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La Champions delle formiche prende il via

MESSAGGERO - VALENTINI - Alzi la mano chi ha mai visto giocare il Lincoln di Gibilterra, il Santa Colonna di Andorra o gli armeni dell'Alashkert; o chi non batterebbe le mani a un 42enne che ha ancora il cuore e la passione per vestire la maglia del La Fiorita di San Marino, dopo essere stato un protagonista del calcio italiano. Parliamo di Damiano Tommasi, campione d'Italia nel 2001 con la Roma, 263 presenze in giallorosso e 25 in Nazionale, oggi presidente del sindacato calciatori.
C'è un altro calcio già pronto a ripartire, mentre la scena è tutta per gli Europei francesi.
Otto squadre di club, di piccoli Paesi e piccolissime città, andranno in campo la prossima settimana per il primo turno della Champions League, a soli 30 giorni dalla finalissima tutta spagnola di Milano. Tra queste, anche il Tre Penne di San Marino che potrebbe tentare un altro grande reduce come Demetrio Albertini: «Entrerei solo per battere punizioni e corner», mi ha risposto il centrocampista del Milan e della Nazionale, liquidando la provocazione con una battuta. 
Altre 96 squadre, piccole formiche di un calcio in penombra, si giocheranno la prossima settimana anche i turni preliminari di Europa League. Nessuna italiana, ma 2 squadre di San Marino: La Fiorita di Tommasi e La Folgore. Un laziale doc come Andrea Agostinelli, aquilotto dal 75 al 79, guiderà invece dalla panchina il Partizan di Tirana.
Mentre tifosi e stampa sono ovviamente concentrati sugli Europei, comincia la lunga marcia di Champions ed Europa League: montepremi complessivo delle due Coppe, 1 miliardo e 700 milioni di euro! Con una differenza che fa discutere e divide il calcio europeo tra nani e giganti: 1 miliardo e 300 milioni per il gioiello Champions, 400 milioni per l'Europa League.
I grandi club ne vorrebbero di più, ma come tutte le mamme, la Uefa pensa ai più bisognosi e difende la scelta di sostenere le piccole società. «È la democrazia del calcio - dicono a Nyon: vera e concreta»; solo apparente e furba, replicano gli oppositori, accusando la Uefa di garantirsi così i voti delle Federazioni minori.

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