Rassegna Stampa

''La città è stata ferita''. L’attacco di Marino a prefetto e ministro

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 20-02-2015 - Ore 08:31

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''La città è stata ferita''. L’attacco di Marino a prefetto e ministro

«In mattinata Prefettura e Questura avevano assicurato al Campidoglio che tutto era sotto controllo. Abbiamo visto cosa è successo poche ore dopo». Il sindaco Marino è una furia e mette da parte la diplomazia, anche se in serata si è sentito con il capo di Gabinetto del ministro Alfano che era a Washington a rappresentare l’Italia. Oggi ci sarà un incontro tra sindaco e ministro. Lo sfregio a Roma e a piazza di Spagna di migliaia di vandali al seguito del Feyeenord diventa un caso politico e provoca un altro scontro istituzionale tra Campidoglio da una parte e prefettura, questura e Viminale dall’altra. Marino attacca Pecoraro e Alfano: «Sono seriamente infuriato. È inammissibile. Mi sono sentito diverse volte con il prefetto e abbiamo mandato i tecnici a verificare i danni alla Barcaccia». Ospite di Linea notte, su Raitre, è stato ancora più duro: «Non capisco come sia stato permesso, con 1.300 uomini delle forze dell’ordine, quindi non pochi, a questi barbari di arrivare e violentare il cuore della nostra Capitale, trattando come una discarica un monumento che avevo appena riconsegnato interamente restaurato». 

DOPO CAMPO DE’ FIORI Dalla questura e dalla prefettura replicano: le forze dell’ordine hanno fatto il massimo, non era facile filtrare i tifosi olandesi perché sono cittadini comunitari e alla fine ci sono stati 13 feriti. Ciò che appare assai complicato comprendere è come sia stato possibile che dopo il caos a Campo de’ Fiori della sera prima, gli olandesi abbiano potuto prendere possesso del centro storico anche ieri, fino a danneggiare la Barcaccia di piazza di Spagna («Al di là del valore economico i danni procurati sono una ferita insopportabile per la città» ha detto un Marino). Flop per l’ordinanza antialcol: gli hanno acquistato birre e liquori nei supermarket. L’assessore ai Trasporti, Guido Improta, fa questa sintesi impietosa: «Strade del centro e stazioni metro ridotte a latrine, decine di moto rovesciate, cittadini costretti a rifugiarsi nei negozi e nei portoni, Lungotevere paralizzato, mezzi dell’Atac danneggiati: si dirà che è tutta colpa della nostra amministrazione o finalmente emergeranno le responsabilità di chi ogni giorno deve garantire la sicurezza? Purtroppo la cosa evidente è che oggi lo Stato, che doveva garantire l’ordine pubblico, a Roma era assente». Ancora Marino: «Mi chiedo come mai alle forze dell’ordine non sia stato ordinato di proteggere la Barcaccia. Sono indignato». Il Campidoglio chiederà i danni al Feyenoord. «Agli olandesi dico: chi rompe, paga». Duro anche Zingaretti: «Uno sfregio a Roma, incivili. Pene esemplari. Solidarietà alle Forze dell’Ordine». 

REPLICA Il prefetto Giuseppe Pecoraro, abituato alle tensioni con il Campidoglio, ha concordato con il questore Nicolò D’Angelo di affidare la risposta a un comunicato stampa della questura: «La preparazione della partita è iniziata a gennaio, con i dirigenti delle due società e la polizia olandese. Nel corso degli ultimi due mesi ci sono arrivati 15 rapporti dai colleghi olandesi». I report dai Paesi Bassi parlavano di rischio significativo, ma di poche centinaia di tifosi pericolosi. Seicento agenti vigilavano in centro, circa 300, in particolare, su piazza di Spagna, da dove hanno convinto le migliaia di tifosi del Feyenoord a spostarsi su piazza delle Canestre, a Villa Borghese, da dove partivano i pullman per lo stadio. Una parte degli olandesi pretendeva di marciare fino allo stadio. «Molti erano in stato di ebbrezza, nonostante la restrizione sulla vendita di alcolici, avrebbero potuto creare incidenti».

Fonte: IL MESSAGGERO - EVANGELISTI

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