Rassegna Stampa

La comunità locale è tiepida “Ma se uno di noi fosse a capo del club ne saremmo felici”

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 23-11-2013 - Ore 08:45

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La comunità locale è tiepida “Ma se uno di noi fosse a capo del club ne saremmo felici”

La pioggia e il freddo danno fastidio, l’attenzione dei giornalisti ancora di più: all’Esquilino, sulla Prenestina e al Tuscolano, la comunità cinese di Roma(13.500 residenti secondo un rapporto Caritas del 2012) gradisce poco le attenzioni di questi giorni.Di calcio – dicono – di saperne poco o nulla, si limitano a qualche complimento a Totti. Vicino alla fermata della metro Lucio Sestio, solo la proprietaria di un ristorante si sbilancia: «Se la Roma avesse un presidente cinese saremmo felici». Ayako, 51 anni, parla bene l’italiano, gli altri dicono di capirlo poco.

 

All’Esquilino, tra maglie contraffatte e foto di Balbo e Cervone, ti chiedono di scrivere «che qui vendiamo tutte cose di qualità», ma il calcio pare lontano. Solo Totti risveglia un po’ d’entusiasmo: «Lui è bravo – racconta una coppia di sposi che gestisce una macelleria vicino a piazza Vittorio – e mandiamo le sue foto ai nostri parenti in Cina. Comunque di questi cinesi che vogliono la Roma non ne abbiamo parlato». Lo hanno fatto però in ambasciata: il titolare ieri non era in sede, ma chi lavorava ha letto interessato i quotidiani. E ai giornalisti chiedeva: «Ma davvero un cinese vuole comprare la Roma?». Non proprio, ma per loro fa poca differenza.

Fonte: Gasport

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